LUIGI SOTGIA NEL RICORDO DEGLI AMICI
Scrive maestro Francesco Cossu nella "Relazione informativa per la intitolazione della Direzione didattica al dott. Luigi Sotgia" (Ozieri, 31.01.2009):
"Nei primi giorni di novembre del 1996 moriva in Ozieri Don Giovanni Salis.
Sul periodico diocesano Voce del Logudoro, Luigi Sotgia dava l’estremo saluto a “l’amico dei giovani” con queste parole:
‹‹… Lo ricorderemo per il bene che ci ha voluto, per i tanti anni di vita sacerdotale spesi interamente per noi… Lo ricorderemo perché ci ha fatto conoscere Dio, ci ha fatto amare Gesù, ci ha guidato a cercare ciò che nella vita ha valore. Non voleva che fossimo “sciocchi”, svagati, senza ideali. Umile, ci ha insegnato ad essere umili. Operoso e generoso, ci ha insegnato ad essere generosi e operosi, a non temere i sacrifici. Innamorato della natura, ci ha condotto a conoscerla, ad incantarci nel contemplarla.
Ha reso bella la nostra giovinezza oltre che con la proposta di grandi ideali, anche con tante cose adatte ai giovani …››
In questo ricordo benedicente, accorato, ricolmo di gratitudine, di questo grande sacerdote, suo maestro di vita e di santità, sta la chiave di lettura di tutto quanto Gigi Sotgia ha operato nell’intero arco della sua esistenza:
l’apostolato tra i giovani e i ragazzi della “Pier Giorgio Frassati”; l’impegno davvero straordinario nella scuola elementare, prima come insegnante poi come direttore didattico; la partecipazione attiva alla vita politica come amministratore nel Comune di Ozieri e nella Provincia di Sassari; la partecipazione silenziosa e anonima all’Associazione caritativa “San Vincenzo de Paoli”, in favore di famiglie particolarmente bisognose della nostra città, e il lavoro, altrettanto silenzioso, nella redazione del giornale cattolico diocesano Voce del Logudoro; l’impegno attivo nelle Acli, tra gli Uomini dell’Azione Cattolica e tra i Maestri Cattolici, l’impegno ultradecennale nel Premio Logudoro di poesia, come relatore per 26 anni e, a Berchidda, nel Premio Pietro Casu di poesia come Presidente della Giuria, dal 1986".
*Francesco Cossu, "Relazione informativa per la intitolazione della Direzione didattica al dott. Luigi Sotgia" in Ricordando Luigi Sotgia, Direzione Didattica "Luigi Sotgia" (a cura di), Tip. Il Torchietto, Ozieri 2009

Premio di poesia "Logudoro" - Ozieri
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Premio di poesia "Logudoro" - Ozieri 2006
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"Oschiri ha dato i natali a Luigi Sotgia il 25 agosto del 1928. Poi, adolescente, si trasferì ad Ozieri.
...L’incontro con Don Salis segnò da subito una svolta nella sua vita: presto scoprì la vocazione all’apostolato tra i ragazzi e i giovani dell’Oratorio Pier Giorgio Frassati, nella parrocchia della Cattedrale". (F. Cossu, cit.)
"(Gigi aveva una) personalità carismatica. Infatti, non è stato solo un maestro, ma è stato un educatore a tutto tondo, un educatore nato, per attitudini e per sensibilità, per l'innata capacità di intuire le necessità e le aspirazione dei giovani nella fase della loro formazione fisica, culturale e morale e farsene sostegno e guida.
…Gigi, già prima di entrare a far parte del mondo della scuola, ma anche molto dopo, nell'ambito dell'attività che lo ha accomunato al buon Don Salis, è stato il formatore, stimato ed amato, di tanti ragazzi dell'oratorio, nella cui vita quel periodo ha segnato una tappa fondamentale e che di questo gli sono stati sempre riconoscenti".
*Socrate Seu , "Gigi Sotgia" in Ricordando Luigi Sotgia, Direzione Didattica "Luigi Sotgia" (a cura di), Tip. Il Torchietto, Ozieri 2009

Estate 1953
Scampagnata con i ragazzi della Piergiorgio Frassati a Cugadu-Ozieri
(foto Pinuccio Terrosu)
"Ricordo la camminata di ritorno al campo lungo la spiaggia di Santa Lucia in una splendente notte di luna. Tu parlavi dell’amore di Dio, dell’amore fra tutti gli uomini, dell’esperienza del campeggio come occasione per essere più amici fra di noi. Io, più giovane di te, ascoltavo e trattenevo. Le trattengo tutt’ora, quelle parole che già da allora sentivo profondamente vere ed interessanti per la mia vita".
*Pinuccio Terrosu, "Ricordi lontani dei campeggi estivi", Voce del Logudoro n. 10 del 16 marzo 2008

Roma "Anno Santo" 1950
Lavorava e nel contempo studiava per diventare insegnante elementare.
Fu immesso in ruolo nell’anno scolastico 1953/54, nella scuola elementare
di Ozieri Su Cantaru.
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“Ho avuto la grazia, la ventura davvero speciale di essere stato suo alunno nei primi tre anni di insegnamento …
Il suo modo di relazionarsi con noi alunni era manifestazione di una carica di umanità straordinaria, di un amore vero, incondizionato e senza finzioni, che tutti avvertivamo proprio sulla pelle, e che facevano di lui un vero maestro, una figura di riferimento nella quale potevamo riporre la nostra totale fiducia.
E gli abbiamo voluto un gran bene.
La sua era una pedagogia ispirata a Don Bosco, e, perciò stesso, a Don Salis, alla vita dell’Oratorio “Salesiano”, per tutto ciò che la vita dell’oratorio poteva offrire di veramente positivo e innovativo alla stessa scuola pubblica: una pedagogia fondata sull’amore, sulla fiducia, sul coinvolgimento personale di ogni alunno, sulle motivazioni profonde all’impegno e all’apprendimento, in un clima della classe, oserei dire, gioioso, sempre propositivo e motivante e mai impositivo". (F.Cossu, cit.)
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Primo anno di insegnamento
Classe terza elementare - Ozieri 1953/1954
(foto archivio Francesco Cossu)

Classe quarta elementare - Ozieri 1954/1955
(foto archivio Francesco Cossu)
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Classe quinta elementare - Ozieri 1955/1956
(foto archivio Francesco Cossu)
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"Rifuggiva dal sapere scollegato dalla vita che poteva risultare incomprensibile a molti.
Ogni lettura, ogni racconto, ogni esperienza, l’intera vita della classe doveva proporre modelli e valori positivi: l’amicizia, la generosità, l’impegno, l’onestà, la solidarietà, il rispetto, il santo timore di Dio.
...Mi commuove ancora il ricordo della cura che si prendeva di ogni singolo alunno, perché tutti eravamo ugualmente importanti per lui.
Ma per gli ultimi fra gli ultimi, se possibile, aveva un occhio di riguardo.
È stata per me la più splendida lezione di vita e di pedagogia." (F.Cossu, cit.)
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"Maestro Gigi Sotgia è stato grande. Una figura importantissima che ha lasciato il segno e che non potremo mai dimenticare.
È stato il mio Maestro in terza, quarta e quinta elementare nel vecchio edificio di San Francesco. ... Spesso, quando la lezione era di pomeriggio e la giornata bella, ci portava a "Sa Pala 'e s'ossiga", allora campagna della periferia di Ozieri, sopra la "curva del gobbo", per le stradine bianche che si perdevano fra i frutteti ed i vigneti. Sembrava di andare in capo al mondo ma era il nostro gioco preferito.
Quella era una lezione di Maestro Gigi: ci spiegava gli alberi, la natura, la terra arida, i colori del cielo, i muretti a secco, la povertà e la fatica del pastore, la storia e la geografia, e soprattutto ci parlava dell'uomo. E se ne vendevamo qualcuno, nei piccoli tancati, curvo a zappare o a falciare l'erba, Maestro Gigi non ci pensava due volte. «State bravi» ci diceva con la erre arrotata che lo faceva ancora più bello e simpatico. Si toglieva la giacca, rimboccava le maniche della camicia, dava un risvolto ai pantaloni e zappava la vigna, tagliava il fieno e raccoglieva le pietre ingombranti. Al povero e stanco vignaiolo gli sembrava di assistere ad un miracolo impossibile. Poi lo ringraziava per la fatica alleviata.
Noi eravamo muti, quasi increduli, che il nostro Maestro fosse bravo anche a zappare, raccogliere le pietre ed aggiustare i muretti a secco. Una rispolverata ai pantaloni, un soffio alle scarpe piene di polvere, e nuovamente la giacca perchè si rientrava a scuola tutti insieme dopo una giornata stupenda.
... Aiutava i più deboli e non irrideva mai i figli, talvolta svogliati, dei ricchi. Era per tutti una continua lezione di vita.
Ci educava al rispetto per gli insegnanti e per chi nella scuola aveva i ruoli più umili.
Ci indicava cosa cogliere dalle cose che potevano apparire meno importanti e quelle che avevano alti valori di vita".
*Gavino Sanna, "Il maestro Gigi Sotgia ha lasciato il segno", Voce del Logudoro n. 10 del 16 marzo 2008

Classe quarta elementare - Ozieri 1957
(foto archivio Gavino Sanna)
"Nel 1965, con due lauree all’attivo, una in lettere e l’altra in pedagogia, a cui più tardi seguì una terza laurea in filosofia, divenne Direttore didattico.
Sapeva creare un clima di rispetto e di serenità in ogni ambito dell’organizzazione scolastica, affinché il lavoro risultasse serio e fruttuoso.
...
I due Circoli didattici di Ozieri, il Primo retto dalla dott.ssa Giovanna Maria Sini e il Secondo sotto la direzione del dott. Sotgia, sono stati in assoluto tra i primi Circoli didattici in Sardegna ad organizzare, dopo l’entrata in vigore dei Decreti Delegati, la formazione sistematica di tutti i docenti della scuola dell’infanzia e delle elementari." (F.Cossu, cit.)

Gita scolastica, da direttore didattico, a Su Filigosu - Oschiri 1992,
con le classi della scuola elementare di Ozieri "Punta Idda" - 2° Circolo didattico
"Anch’io seguivo passo passo i suoi sentieri infaticabili, la sua laurea, il diventare direttore didattico, la sua esperienza politica. Ma, soprattutto, ne seguivo le vicende culturali, sociali e di impegno religioso: dovunque fosse richiesta la sua presenza, dimostrava generosa serietà e competente disponibilità.
... non solo un amico, ma un personaggio di quelli che ognuno di noi vorrebbe sempre al suo fianco, per aiutarci con l’esempio e con la parola.
Il suo pensiero generoso volava da solo verso il prossimo, minimizzando sulle sue stesse pene.
Lascia un’eredità di piccole e grandi cose fatte bene, di esempio, di impegno, di straordinaria presenza. Un patrimonio che non è solo della sua adorata famiglia, ma dell’intera comunità".
*Antonio Canalis, "Affascinava col suo modo di fare e con la sua cortesia", Voce del Logudoro n. 10 del 16 marzo 2008
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Del 2° Circolo didattico di Ozieri,
il dottor Sotgia è stato direttore
per tanti anni.
Ecco alcune foto della festa di pensionamento, del giugno 1992.
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Il dottor Sotgia è stato instancabile formatore volontario sia di studenti sia di docenti che si preparavano all'ingresso nel mondo della scuola. A lui va un ringraziamento, tenendo presente il suo insegnamento che tentiamo di esprimere con i seguenti versi...
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Messaggio
Lunghe pause, prima delle parole,
e, nel silenzio, affiorino i pensieri
viaggino vele che portino valori.
Ecco… voci di un mondo interiore
voci di adulti, voci di bambini
voci di “ultimi che saranno primi”.Si ascolti. Si ascolti con fiducia
nell’uomo, nella sua bontà.
Si alimenti la passione che brucia
non trovi spazio superficialità,
non abbia terra il disimpegno
si coltivino cuore ed ingegno.Troppo esigente? Ma il mio messaggio
a chi vive la missione di educare
con spirito giocoso ed un sorriso ilare
è una sola parola, a voi “Coraggio!”
Francesca Sotgia,
29 giugno 2009
Dedicata a Luigi Sotgia,
per l’ intitolazione del 2° Circolo Didattico di Ozieri
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"Notevole fu il suo impegno in ambito scolastico. Il suo amore per la scuola era avvertito sia dagli alunni, come dai colleghi insegnanti, perché era un vero educatore, un maestro di vita nell’unire le nozioni ai principi morali.
Le nostre strade si sono nuovamente incrociate nel 1999, quando divenni direttore del settimanale diocesano “Voce del Logudoro”.
Ha seguito e amato il nostro settimanale fino all’ultima riserva di energia, scrivendo racconti, poesie, e commenti al Vangelo. Inoltre, ha curato con precisione e costanza la correzione dei testi. Ricordo ancora la sua arguzia e la sua ironia nell’interpretare e commentare gli eventi e le problematiche della vita. Era un fine intellettuale che sapeva leggere in profondità la sostanza delle cose e le storie personali, portando alla luce particolari che altri non avvertivano. Aveva un animo di poeta che sapeva cogliere le bellezze del creato e del cuore umano, incantandosi spesso di particolari e di sfumature impercettibili.
Si prodigò nell’incoraggiare i poeti e gli scrittori, inoltre partecipò a vari premi letterari, divenendone in seguito anche giurato e presidente. “Il suo attivismo e il suo stile di vita –come ebbi a scrivere, dopo la sua morte, sulle pagine di “Voce del Logudoro”- erano originati da una fede profonda in Dio e nella Chiesa. Non ha mai nascosto il suo credo, anzi, se ne serviva per guidare gli altri e per incoraggiare i deboli”.
...(Era) un uomo innamorato del suo territorio...
Definendo Gigi Sotgia un autentico testimone, intendo presentarlo come un vero innamorato di Dio, della Chiesa, del Creato, della scuola e della famiglia".
*Don Gavino Leone, "Gigi Sotgia. Un autentico testimone" in Ricordando Luigi Sotgia, Direzione Didattica "Luigi Sotgia" (a cura di),
Tip. Il Torchietto, Ozieri 2009
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LA CERIMONIA DI INTITOLAZIONE
Il 29 Giugno 2009 si è svolta la cerimonia di intitolazione del nostro Circolo Didattico.
Saluto della Dirigente

Celebrazione della Santa Messa

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Gli alunni leggono alcune poesie scritte da dott. Sotgia
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Il maestro Francesco Cossu presenta la figura di Luigi Sotgia

La cerimonia prosegue con interventi di alcune autorità, di amici e dei familiari del dott. Sotgia
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La moglie di Luigi Sotgia, signora Vanna, scopre la targa con la nuova denominazione del Circolo

La cerimonia si conclude con un rinfresco
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