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IL CORRIERE
DELL'ALUNNO MARZO 2011 |
IL CORRIERE DELL'ALUNNO
UN MENSILE DELLA CLASSE 5^ A DI OZIERI "SAN GAVINO"Rivista N°2 (MARZO 2011)
Indice
1 - La nostra vita a scuola
- Parla di fatti che accadono a scuola, della vita che si svolge in classe tra gli amici; leggerete delle uscite che facciamo, anche per un progetto sui lavori di Ozieri.
2 - Che succede fuori? - Comprende i fatti che succedono ai bambini in famiglia o in società, riflessioni su alcune attività lavorative, fatti sportivi.
3. PRONTI A SENTIRE UN MARE DI EMOZIONI?
Nella sezione Pronti a sentire un mare di emozioni? Leggerete alcuni racconti scritti da noi.
4 - Di tutto, di più
- Comprende delle proposte di viaggi e vari argomenti.
5 - Divertimento a tutta birra! - Ci sono racconti umoristici, battute e fatti buffi accaduti a scuola.
INTERVISTA SULLA SCUOLA
- Cosa conservare del percorso scolastico fatto finora?
Quali sono state le esperienze più belle?L'esperienza più bella è quando abbiamo fatto storia, perchè mi sono piaciuti gli oggetti che costruivano gli antichi, come le armi e molte altre cose.
- Cosa mi aspetto da questo anno di scuola primaria?
Io mi aspetto da quest'anno di vivere esperienze interessanti, come studiare i Romani che hanno conquistato molte città, o studiare scienze, gli organi dell'uomo e anche molte altre materie.
- Come mi piacerebbe trascorrere le mattine ?
Mi piacerebbe fare le materie mischiate tra di loro, che si collegano una con l'altra per fare più materie.
CC
ANDARE A SCUOLA È UTILE?
Andare a scuola è molto utile.
E’ utile perché si impara a leggere, a scrivere, si imparano la storia dell’uomo, le operazioni etc.
A scuola si fanno nuove amicizie, ci si diverte molto, in particolare facendo motoria e musica.
A scuola si impara a stare e a lavorare insieme, e a volte si può anche scherzare.
Poi, se prendi bei voti, i genitori possono anche premiarti.
A scuola si impara anche a dipingere.E’ bello andare a scuola anche perché si può viaggiare in tutto il mondo, soltanto imparando la “struttura” delle regioni, degli stati, ecc.
Studiando le civiltà si può immaginare di tornare indietro nel tempo, e immaginare di rivivere quello che è successo.Però, andando a scuola, alcune cose possono anche non essere piacevoli.
Ad esempio, si rientra molto stanchi, e anche se sei stanco devi fare i compiti che ti vengono assegnati. E poi, se prendi brutti voti, i genitori ti mettono in punizione. E le maestre, se non fai i compiti, ti mettono la nota.
A scuola poi per parlare devi sempre alzare la mano, non ti puoi alzare in piedi, e se devi andare in bagno devi sempre aspettare la ricreazione.
E poi ti annoi molto se le maestre ripetono sempre le stesse cose.
E quando hai delle vacanze, e le maestre ti assegnano i compiti, allora che vacanze sono?Secondo me comunque la scuola è molto utile, perché si scoprono tantissime cose nuove.
E. Falco
ANDARE A SCUOLA È UTILE?
Per andare a scuola ci sono tanti buoni motivi e tanti esempi e adesso io ve ne scriverò alcuni:
si possono imparare cose come saper leggere e saper scrivere;
si possono imparare altre cose come parlare meglio l'italiano e conoscere nuove parole e il loro significato;
si possono fare nuove amicizie, ad esempio io ho fatto amicizia con Claudio e con Luca che adesso sono diventati i miei migliori amici.E' bello imparare cose nuove, nuove materie che potrebbero essere storia, geografia, motoria e religione; possiamo conoscere le maestre come ad esempio maestra Francesca, maestra Caterina, maestra Francesca di religione e maestra Monica.
Ma ci sono anche delle opinioni contrarie e adesso ve ne scriverò alcune:
le maestre sono noiose e mettono sempre note se ci comportiamo male;
quando noi prendiamo brutti voti i genitori ci mettono in punizione.
Quando io ho preso sei e mezzo nella verifica di storia i miei genitori mi hanno messo in punizione per la TV, per la play station e per il computer.
Se hai una verifica e non hai studiato sei nei guai.Andare a scuola è comunque utile per imparare tante cose, per fare nuove amicizie e per conoscere le maestre che avrai.
Tanetto
ANDARE A SCUOLA È UTILE?
TESI
E’ importante andare a scuola perché impari le cose, cioè leggere, scrivere, e avere buone maniere. Conosci nuovi amici e impari nuove parole, e diventi più esperto. Puoi diventare gentile, più calmo e non scalmanato.
Diventi più intelligente, molto atletico, e anche educato.ANTITESI
Però ci sono anche altri motivi per non pensarla così. Meglio non andare a scuola perché le maestre sono noiose, ci danno troppi compiti e anche perché diventi troppo intelligente. Soprattutto impieghi troppo tempo a scuola e non hai tempo di fare le tue cose.
Poi le maestre ti dicono di sederti bene nella sedia ma tu non vuoi.
Diventi troppo calmo. Se studi la maestra ti mette sempre dei bei voti, ma ti mette sempre la nota se non studi.
Ti fai troppi amici, ma non devi chiacchierare mai. La ricreazione è troppo corta e devi sempre portarti la merenda.
Qualche maestra ti dice sempre di andare alla lavagna.CONCLUSIONE
La mia opinione è che è meglio non andare a scuola perché puoi studiare a casa, o sennò non studiare e non fare niente.Mary
ANDARE A SCUOLA E’ UTILE
TESI
Andare a scuola è utile per imparare fare certe cose.A scuola si viene per imparare a leggere, a scrivere, per imparare matematica, storia, italiano ecc. A scuola andiamo per conoscere nuovi amici con cui possiamo giocare alla ricreazione. Noi parliamo con gli amici di nascosto dalle maestre.
Poi ci sono altre materie molto belle come motoria: giocare con gli amici è fantastico. Quando ci dà un racconto da scrivere, la maestra ce lo fa leggere ai nostri compagni ed è molto bello. Poi ci sono molte maestre che ci spiegano i lavori molto bene.
ANTITESI
Poi c’è anche un’altra cosa da dire sulla scuola, perché non sempre è bella. Certe volte è noiosa perché non ci fanno correre in classe o urlare.Ci sono altre regole, come “non bisogna picchiarsi tra amici”. Noi certe volte bisticciamo tra amici.
Le maestre ci danno dei lavori e diciamo “uff… non ho voglia di fare quella materia, è noiosa!” Poi le maestre ci danno troppi compiti da svolgere a casa, poi ci danno troppi lavori da fare a scuola.
Se prendiamo brutti voti i nostri genitori ci mettono in punizione, e anche se prendiamo una nota. Le maestre ci dicono di non parlare durante la lezione (e noi continuiamo a parlare). Ci dicono anche: “niente biglietti durante la lezione, se no siete a rischio nota”.CONCLUSIONE
Per me andare a scuola è bello perché impari determinate cose e conosci nuovi amici. Non è vero quello che dicono tutti, che la scuola sia brutta: la scuola è bellissima anche se dobbiamo sforzarci per prendere bei voti, ma non importa, solo l’intelligenza importa, e abbiamo anche la spiegazione della maestra per qualche ragionamento o parola che non sai dire, scrivere e usare.La scuola è bella ed è un ambiente d’amicizia.
Ale
ANDARE A SCUOLA È UTILE
La scuola è molto utile. Serve a imparare a leggere, a scrivere, a imparare nuove cose, a fare nuove amicizie. A scuola ci si può divertire facendo giochi per imparare a ricordare di più gli argomenti che ti sembrano difficili. Si possono imparare canzoni per ricordare la grammatica.
A scuola, qualche volta si possono fare battute sugli argomenti, sulle cose che dicono i compagni oppure su qualcosa che è successo durante la lezione. Puoi comprare degli strumenti per lavorare, che ti possono piacere così tanto che sei più felice di un pinguino in un freezer.
A scuola le maestre sono molto gentili, puoi dire tranquillamente “non ho capito l’esercizio” e loro te lo rispiegano, felici anche loro perché capiscono che ti piacerebbe farlo bene.
A scuola puoi fare esperimenti di scienze che possono essere anche molto divertenti. A scuola ti diverti tanto a fare motoria.Qualche aspetto negativo, però, c’è. A scuola puoi bisticciare con gli amici, prendere brutti voti o note, annoiarti se magari l’argomento non ti piace, prendere sgridate per colpa del tuo compagno di banco, disperarti per i troppi compiti.
Insomma, la scuola è molto utile e serve a tante cose fondamentali per la vita e per costruire il tuo futuro.
Illa
RACCONTO LA VISITA ALLA FALEGNAMERIA ANGOTZI
Oggi a Chilivani abbiamo visitato una falegnameria.Abbiamo visto macchinari elettrici e molto avanzati che si guidavano con un telecomando. Si eseguivano disegni con i macchinari, i falegnami li progettavano al computer. Gianluca Angotzi, l'imprenditore, ci ha raccontato molte cose: da dove proviene il legno, di chi era la falegnameria, anche come si fa il vetro.
La falegnameria era quasi tutta in legno e indovina chi le ha fatte tutte quelle parti in legno come scale, mobili, tavoli, sedie e cose varie? I fratelli Angotzi naturalmente!
Alla fine ci hanno distribuito dolcetti...mmm, che buoni, io ne ho mangiato solo dieci!
Alle 11,00 ci siamo salutati e ce ne siamo andati a camminare fino alle 11,30. Valeria e gli altri si sono mangiati le ghiande: BLEAHHH che disgusto!
Gabitron, che secondo me non è ingordo, ha dato un quarto del panino ai gatti.
Alla fine è arrivato il pulmino, siamo saliti e si sono messi tutti a cantare, che malati! Siamo arrivati e Gabitron ha buttato le ghiande per terra.E' stata una bella esperienza e mi sono divertito molto in quelle tre ore.
Lelle
Sito della Falegnameria Angotzi GFG
AVERE UN ANIMALE È BELLO
Avere un animale da compagnia come amico è bello.
Quando hai un animale ci giochi e gli fai le coccole, ti affezioni, e quando sei solo in casa c'è sempre qualcuno che ti fa compagnia così come succede agli anziani soli.
Gli animali ti fanno ridere come non hai riso, quando si rotolano o quando giocano con una pallina.
Per i bambini è più facile prendersi cura di un animale perchè si ha più tempo e a furia di prendersi cura dell'animale tutti i giorni ci si affeziona molto all'animale e l'animale si affeziona a voi; si potrebbe notare quando fa le fusa oppure quando cerca di starvi vicino.
Un animale ti distrae da cose inutili. I bambini giocano sempre con i video-giochi; quando hanno un animale chiudono con i video-giochi e stanno più spesso con l'animale, il loro nuovo amico.
Quando ti chiedono: -Ti voglio regalare questo gattino! Lo vuoi?
E tu rispondi: -No, non mi piace avere un animale.
Ecco, qua si può sbagliare: molta gente pensava che avere un animale in casa fosse brutto, ma quando gli è capitato di averne uno ha cambiato subito idea e ora dice: -E' bello avere un animale.
Però un animale in casa può fare danno:
il gatto che graffia le tende o i divani;
il cane che mordicchia gli asciugamani;
il gatto che sale sul letto e fa la pipì;
il cane che mangia e sporca il pavimento;
il gatto che rovescia i vasi.Insomma, se un animale fa qualche danno tu ti arrabbi perchè pensi:
-Chissà quando verrà gente a cosa penserà!
Quindi tu devi rimediare tutti i danni e alla fine sei molto stanco.Comunque, certo, avere un animale in casa è bello perchè se non sai cosa fare c'è sempre un piccolo amico con cui fare qualcosa, ma un animale deve venire educato come si deve.
RK
AVERE UN ANIMALE È BELLO
Avere un animale è bello perché fa compagnia e perché fa bene alla salute.
Avere un animale è bello perché quando sei giù di morale e vuole giocare ti senti più felice e sereno.
Se per esempio una persona anziana si sente ormai inutile, se gli viene regalato un animale domestico si può sentire più utile perché deve avere cura dell'animale. Alcuni scienziati dicono che accarezzare un animale domestico in un momento di stress o quando si è un po’ agitati può rilassare, e questo abbassa la pressione sanguigna quando è alta.
Certi animali possono essere anche utili, come i cani da caccia o da guardia.
Alcuni animali sono pure socievoli e giocherelloni: questi animali possono diventare grandi amici dell'uomo. Certi animali ti difendono in situazioni di pericolo.Avere un animale è pure brutto perché quando perde il pelo, se una persona è allergica, poi sta male. Sporca se lo tieni dentro casa; poi devi anche raccogliere le sue feci. Sei hai un animale feroce può anche fare del male.
Devi impiegare tempo e denaro per tenerlo in salute.
Un animale può anche disturbare, per esempio quando una persona è addormentata e il cane si mette ad abbaiare. Un cane si può anche perdere è bisogna andare a cercarlo.In conclusione, secondo me è bellissimo avere un animale che ti faccia compagnia, ma devi anche tenerlo d'occhio e prendertene cura.
Trottola
ALCUNI MOTIVI PER AVERE UN CANE
E’ bello vivere con un animale perché fa compagnia.
A me piacciono tutti gli animali, mi piacciono soprattutto quando sono dei cuccioli.A mia mamma non piacciono gli animali, dice che sporcano, bisogna prendersi cura di loro.
Abbiamo già avuto dei cani ci siamo affezionati, però poi quando sono morti ci è dispiaciuto quindi lei non vuole animali.
A mamma danno fastidio gli animali come i cani perché abbaiano sempre e non riesci a dormire. Non abbiamo neanche un posto adatto per gli animali, hanno bisogno di spazio.Mamma dice che l'unico animale che puoi avere è una tartaruga perché non ha peli, non muore subito come certi animali, inoltre abbiamo il giardino, non fa rumore, non sporca.
Va bene una tartaruga, rispondo a mamma.Un giorno la mia maestra ha chiesto a qualche bambino se voleva prendere un cagnolino. Il giorno dopo io ho chiesto a mamma se un cagnolino lo potevamo prendere, ma lei infuriata mi ha detto: “No basta, non voglio più saperne di animali!!!”
Alla fine, dico, mi inventerò un piano per convincerla a prendere un cane, mi avvicino da lei dicendo: “Mamma come sei bella oggi…”
Ma lei mi ferma subito dicendomi: “Non ti comprerò un cane”.
Infine vado in camera mia dicendo: ”Ci rinuncio!!!”Secondo me, comunque, è bello avere un animale in casa perché fa compagnia.
Vale
È BELLO AVERE GLI ANIMALI PERCHÉ…
Molte volte cani e gatti sono affettuosi leccandoti, sono giocherelloni, alcuni sono divertenti e bellini. Dopo un po’ di tempo si affezionano.
A volte i cani ti salvano dai dirupi, prendendoti con la bocca; quelli addestrati obbediscono ai comandi imparati. Alcuni sono grassi e altri piccoli.
Però i cani a volte ti sporcano il posto, a volte ti aggrediscono se non sono “addestrati”, morsicandoti. Ti rompono gli oggetti e alcuni ti fanno i bisogni da tutte le parti e a volte sono ingombranti.
Alla fine credo che sia bello avere degli animali perché ci giochi, ti diverti, sono carini, però devi saperli gestire.
Fratello Sole
VORREI FARE IL FALEGNAME PERCHÉ...
TESI
Fare il falegname è un lavoro bello perchè ti puoi anche "divertire".
Fare il falegname è bello perchè: puoi accontentare i clienti dandogli quello che serve per arredare la loro casa, puoi aiutare le persone realizzando i loro progetti con il legno, puoi costruire cose creative facendo quegli oggetti e poi alcuni "decorarli".
Puoi costruire mobili di diverso tipo: armadi, porte, finestre, scaffali, sedie e tavoli con forme e colori diversi a seconda di come li vogliono i clienti.
ANTITESI
Per costruire gli oggetti, si deve tagliare la legna, non si guadagna molto, devi avere pazienza, devi essere molto creativo.
E' un lavoro pericoloso perchè si utilizzano macchinari taglienti.CONCLUSIONE
Fare il falegname è bello perchè si possono creare e costruire tanti oggetti utili per la casa.CC
VORREI FARE IL FALEGNAME PERCHÉ...
Tema
Vorrei fare il falegname perché è un lavoro molto creativo.
Tesi
1 Fare il falegname è molto bello perché si possono fare tante diverse forme a piacere o quella che ti chiedono i clienti.2 Fare il falegname è bello perché si conoscono nuove persone che non siamo abituati a vedere.
3 Fare il falegname è bello perché si possono conoscere diversi tipi di alberi.
4 Fare il falegname è bello perché puoi fare tanti viaggi per comprare tinte e macchinari.
Antitesi
1 Fare il falegname non è bello perché si lavora tanto.2 Fare il falegname non è bello perché ci si sporca molto.
3 Fare il falegname non è bello perché è noioso.
Conclusione
Secondo me fare il falegname è bello perché puoi viaggiare puoi conoscere anche tante persone e puoi creare tante cose a modo tuo.Cleo
3. PRONTI A SENTIRE UN MARE DI EMOZIONI?
NICO, IL BAMBINO TIMIDO
Nico era un ragazzino di 12 anni, con i capelli color marron (lunghi), occhi piccoli color castano.
Un giorno la sua famiglia dovette traslocare in un piccolo paese perché suo padre dovette cambiare lavoro. Quando arrivò al paese, Nico non aveva amici.
Ogni giorno Nico vedeva un gruppetto di ragazzini che giocavano a pallone. Un giorno il pallone andò a finire in un rovo e Nico andò a prenderlo.
Quando restituì il pallone, il gruppetto chiese a Nico se voleva giocare con loro perché mancava un giocatore; e così Nico trovò un gruppo d’amici.
Un’altra volta il gruppo decise di visitare il nuovo parco-giochi, ma dovevano attraversare un prato pieno d’api; ma Nico aveva un segreto: aveva paura delle api. Nico e i suoi amici andarono al nuovo parco-giochi.
Tutti attraversarono il prato, tranne Nico. Un amico vedendolo gli disse:
-Forza Nico! Anche noi abbiamo paura delle api e comunque abbiamo attraversato lo stesso! Dai, chiudi gli occhi e attraversa!Nico a quelle parole si fece coraggio, chiuse gli occhi e corse più velocemente che potè e alla fine, grazie ai suoi amici, vinse sia la timidezza sia la paura!
Pilippo
UN CASTELLO STREGATO
Una notte fonda Sara e Miriam andarono a fare un avventuroso giro in bicicletta.
Dopo aver camminato tanto si ritrovarono davanti un castello con le finestre tutte rotte e la porta aperta.Miriam voleva entrare ma Sara stava tremando dalla paura.
In quel preciso momento arrivò un signore con la barba lunga lunga e con il naso a punta e disse: -Ciao bambine, che ci fatte qua? Questo è un castello…Sara non lo lasciò finire: -Ci sono mummie, fantasmi oppure vampiri?
Il signore: -Noo!!!
Miriam e Sara entrarono, salirono al piano di sopra e videro una mummia.
Era bianca come la neve! La sua voce era cupa, forte, alta.
Diceva: -Chi siete? Che ci fate qua?
Era appena uscita dal sarcofago, e Sara si mise a urlare.Un fantasma sentì le grida ed entrò nella stanza dove si trovavano le bambine.
Il fantasma era anche lui bianco, gli occhi sembravano fuoco ed aveva una voce grossa. Diceva: -Chi è che sta urlando?! Io stavo dormendo!
Allora Sara svenne dallo spavento!
Dei vampiri sentirono l’odore del sangue umano e andarono nella stanza dove si trovavano le bambine.Miriam si mise in posizione e… ummmh, in un batter d’occhio smascherò la mummia! Era il proprietario! Smascherò il fantasma! Era l’amico! Smascherò i vampiri. Erano altri complici!
Sara si risvegliò e le due amiche ritornarono a casa sane e salve!.
Kele
IL CASTELLO FANTASMA
Il 24 giugno 1984 Tommy e la sua famiglia decisero di fare una gita a Castel Town. Quella era una città antica e deserta, “una città fantasma” ormai abbandonata.
Dopo aver fatto una strada piena di curve e lunga 213 Km arrivarono a Castel Town.
Quel posto era spettrale. Tommy aveva già una fifa matta.
“Siamo entrati nella antica città!“ esclamò Tommy sempre pauroso.
Visitarono le case quasi distrutte, ma all’improvviso… Apparve la guida turistica e disse: ”Benvenuti, ora vi farò visitare Castel Town!“
Tommy pensò:”Questa è tutta matta, e non mi fido per niente“.La guida fece loro visitare il posto, e mentre spiegava scomparve…
Loro proseguirono per fare la visita da soli.Ad un tratto a Castel Town… divenne notte.
Il luogo si trasformò e divenne un castello stregato .Loro prima rimasero zitti, poi urlarono e videro fantasmi, zombies e morti viventi. La guida era un fantasma, un altro fantasma li rinchiuse dentro le segrete del castello dove c’erano dei segni che qualcuno aveva fatto con le unghie. C’erano anche degli scheletri umani e loro dissero: “Questa sarà la nostra fine!”
Dentro c’erano anche ratti, ragni e blatte!Un’ ora dopo venne uno zombie, li portò in sala mensa e fece loro conoscere il maestro Conte Dracula, che disse loro: “Ho sete!”
E al babbo lo fece morire dissanguato.Tommy gli disse: “Ti regalerò una cosa… una torcia.“
Il Conte Dracula disse: “Che cosa è una torcia?”
“Ora te la faccio vedere accesa“, disse Tommy.
Tommy gli puntò addosso la torcia accesa e il Conte Dracula morì.Però la fine che hanno fatto tutti loro è ancora un mistero…
Tiodor Palasios
UNA NOTTE LUNGA, TROPPO LUNGA…
Un giorno io, la mia famiglia e quella di Valeria andammo a fare un campeggio in un bosco. Era notte e i nostri genitori ci mandarono a raccogliere la legna. Camminando arrivammo a un cimitero.
Era pieno di tombe e di croci. Valeria era molto impaurita e disse:
-Dai Rachele andiamocene via, ho paura, e poi non sappiamo dove andare!
Io invece risposi: -Ma ti rendi conto che è un banale cimitero! Non potrà mai e poi mai saltare fuori un cadavere all’improvviso!-E invece io credo proprio di sì, sai nei film dell’orrore salta sempre fuori un morto vivente o uno zombie!- disse Valeria.
Io le risposi: -Magari c’è un castello! Possiamo rifugiarci lì!
Valeria a quel punto si fece convincere.Nel frattempo si era fatta sera, una sera dal buio cupo, fitta e sinistra.
In realtà anche io avevo paura ma non lo volevo dire.Alla fine arrivammo a un castello in rovina. Aveva incominciato a piovere e quindi dovevamo per forza entrare! Alla fine dissi a Valeria: -Su, forza, dammi la mano ed entriamo! Non avere paura, ti proteggerò, ho letto così tanti libri dell’orrore che so a memoria come sconfiggere tutto e tutti!
Allora la convinsi anche questa volta e andammo dentro (lei fece anche un piccolo sorrisetto!).Appena entrate nel castello, rabbrividimmo…
Si sentivano rumori agghiaccianti e lugubri. Poi si sentì un rintocco, era l’orologio sopra la torre del castello.
Subito dopo si sentì una voce dire: -E’ L’ ORA DELLA PAURA, DELLA VENDETTA E… DELLA MORTE!!!Io e Valeria prima urlammo, poi piangemmo, poi supplicammo e infine svenimmo!
Quando ci svegliammo ci trovammo in una camera buia, lugubre e sporca…
Era una cripta! Chi ci poteva aver rapito? Chi? Chi? Chi???
Dissi a Vale: -Forse sarebbe stato meglio restare dov’eravamo! Al campeggio!
Io e Valeria alla fin fine sapevamo cosa sarebbe successo ma non volevamo dirlo per non metterci troppa paura l’una all’altra.Poi sentimmo delle voci provenire dalla botola sopra di noi; stavano dicendo: -Cosa ne facciamo di loro? Sono grandi e non basterà solo far loro prendere uno spavento, bisogna che provino di più!
L’ altra voce disse: -Mah, secondo me anche se siamo fantasmi non basterà farle spaventare, la penso come hai detto tu!Io dissi sottovoce a Vale: -Mi sa che questi due sono malvagi e che ‘’ primo ‘’ ci vogliono far spaventare; ‘’ secondo’’ ci vogliono tenere prigioniere qui!
Valeria rispose: -No, io voglio e, ripeto, ‘’ voglio ‘’ liberarmi e andare da mamma e babbo, non ce la faccio più!
Io le dissi: -Calma, calma, ci sentiranno, non possiamo rischiare più di così!
Lei annuì…Bruco12
I LICANTROPI NEL CASTELLO
In una piccola città c’era una bambina di nome Lisa. Aveva 10 anni.
Questa bambina era molto coraggiosa.
Una notte Lisa voleva visitare il bosco dalla sua città perché dicevano che c’erano dei mostri in giro. Lisa voleva andarci a tutti i costi, ma la sua mamma non voleva. Quindi quella notte prese uno zainetto, ci mise dell’aglio nel caso ci fossero vampiri, del cibo se avesse avuto fame e una torcia.Lisa uscì dalla finestra così la mamma non l'avrebbe vista uscire. Accese la torcia. Quella notte era diversa dalle altre: era cupa, nera e fredda. Quel bosco era molto grande e c’erano un sacco di alberi. Lisa si era persa, non ritrovava la strada e quindi decide di andare sempre più avanti, quando vide delle luci pensò che cosa erano.
Lisa si disse: -Ma è un castello, chissà cosa c’è dentro!
Si avvicinò e sentì degli ululati, cercò di aprire la porta ma non ci riuscì, quindi andò a guardare intorno al castello e vide che c’era una finestra aperta. Ci entrò.
C’erano dentro dei licantropi che dicevano: -Dobbiamo entrare nella città qui a fianco, così avremo un esercito di lupi mannari, ah, ah, ah!!!Lisa voleva salvare la sua città ma non sapeva come fare.
CRAK, CRAK, sentirono i licantropi. Si girarono e dietro il divano c’era Lisa...
Appena la videro la inseguirono subito.
Lisa cercò di scappare dalla finestra ma quel castello aveva un dispositivo che chiudeva porte e finestre.Lisa stava correndo più che poteva, ma meno male che aveva del cibo nello zaino e lo diede ai licantropi che si fermarono a mangiarlo. Così Lisa poté prendere il telecomando, aprì la porta e se né scappò via dal castello.
I licantropi la stavano inseguendo: erano più veloci perché avevano mangiato cibo e quindi erano diventati più forti e rapidi.Lisa correva più che poteva ma i licantropi la stavano raggiungendo.
Lisa non poteva più correre: era sfinita! Aveva letto un libro di mostri e diceva che i licantropi odiavano la luce e quindi accese la torcia, la puntò sui licantropi ma non funzionò: erano troppo forti grazie al cibo.
Vide una caverna. Ci entrò ma dimenticò la torcia fuori. Vide una luce e la seguì, mentre i licantropi sapevano vedere al buio.Lisa trovò un’uscita ma quella non era la sua città: era il PAESE DEI MOSTRI. C’erano vampiri, streghe e altri mostri.
Lei però aveva anche nello zaino una cosa importantissima che teneva sempre lì: era una zucca. I vampiri odiano le zucche come anche tutti gli altri mostri (per questo ad Halloween si mettono le zucche fuori casa).Tutti i mostri sparirono, tranne i licantropi: quei tre erano i più forti.
Lisa si trovò in pericolo, non sapeva cosa fare e aveva una paura tremenda. Scappò via dalla caverna. I licantropi la stavano inseguendo ma...
Era mattino! C ’era un sole fortissimo che faceva male agli occhi dei licantropi.
Si stavano sciogliendo! Non si stavano trasformando in umani perché il sole era troppo forte quel giorno.
Era una cosa impressionante vedere quella scena.
Nella borsa aveva dei barattoli che contenevano l’aglio, lo buttò via e portò i mostri al villaggio.Le diedero una ricompensa.
Cry
IL POZZO DEGLI ZOMBI
In una notte buia e minacciosa un bambino si trovava in un bosco dove gli alberi ricoprivano la luna, bianca e spaventosa.
Il bambino con il cuore in gola si avviò per il sentiero; più si avviava dentro il bosco, più si sentivano grida.
Si voltò per controllare che fosse tutto a posto, camminò all’indietro e si sbattè a qualcosa. Si voltò di nuovo: era un pozzo abbandonato.Ad un tratto una mano lo afferrò per il polso, il bambino lanciò un urlo di terrore. Uscì dal pozzo un morto vivente: era deforme, aveva gli occhi bianchi e si muoveva oscillando.
Il bambino buttò il mostro nel pozzo e scappò. Ma perse la strada.
Si trovava nel cuore del bosco e vide un morto impiccato all’albero più alto: era un mostro “morto vivente” che si tolse la corda con cui era impiccato e si lanciò davanti al bambino.
Lo afferrò per la maglietta, lo portò al pozzo e tutti e due si buttarono dentro.Il bambino vide da dove provenivano le grida.
C’erano delle persone che venivano uccise dagli zombi, così piano piano loro si moltiplicavano: tutti i morti erano pieni di sangue, suscitavano al bambino solo orrore. Il bambino aveva paura di essere ucciso. Poi vide una botola, si buttò lì dentro ma… era un vicolo cieco: il mostro si avvicinava al bambino che era attaccato al muro.Il bambino, trovandosi davanti quel mostro pieno di sangue, con gli occhi bianchi che avanzava oscillando, lanciò un urlo di paura.
Il mostro diede un colpo al bambino che cadde a terra sfinito...Bebby
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DESCRIVO LE FASI DI LAVORAZIONE DEL “PANE FINE” DI OZIERICon la mia classe io sono andato a vedere la lavorazione del pane fine di Ozieri.
Quando siamo arrivati al panificio SANNA, al centro di Ozieri, abbiamo visto vari macchinari e lavoratori all’ opera.
La prima cosa che ho notato è stato l’impegno che ci stavano mettendo.L’impasto è la prima cosa da fare: si fa con farina di grano duro, acqua, lievito di birra e sale.
Un macchinario mescola gli ingredienti.L’impasto lievita per 90-100 minuti. La macchina impastatrice è un macchinario particolare che ruota e impasta gli ingredienti.
La raffinatrice lavora la pasta e fa la sfoglia.La seconda fase è quella della lavorazione. La pasta passa dentro un macchinario che si chiama raffinatrice che la appiattisce un po’, e lì la sfoglia viene modellata in forme circolari.
Il pane viene tagliato in forma circolare.Le forme circolari vengono sovrapposte separandole con dei teli.
Un addetto srotola piano piano il telo e poi inforna il pane.
Il forno arriva alla temperatura di 500 gradi.
Il pane ci mette solo 25 secondi per cuocere.
Poi passa in una spirale, che è una macchina che fa raffreddare i pani.
Il pane si imbusta e si vende.Il pane tiepido arriva in una macchina che lo sigilla in sacchetti di plastica.
Un addetto prende il pane e lo mette negli scaffali e poi il pane viene venduto.Daniele
SPORT
Vorrei parlare dello sport, precisamente del calcio nella Società Ozierese.
Io gioco nell’Ozierese Calcio, nella categoria micro. Tutti hanno otto anni tranne me e un'altra bambina che siamo nate nel duemila: dato che noi siamo femmine possiamo giocare di due anni più grandi.
Il nostro campo è un po’ scomodo perché quando piove dobbiamo rinviare le partite e gli allenamenti.
Abbiamo fatto tante partite di cui tutte vinte, tranne una pareggiata, per questo siamo primi in classifica. Abbiamo giocato anche con squadre più grandi e abbiamo fatto bella figura.
Abbiamo trentaquattro punti, stiamo per terminare il girone di ritorno e a fine campionato le prime due squadre del girone A e del girone B andranno in Calabria per giocare gli ”interregionali".
Noi giochiamo per divertirci ma a volte anche per vincere.
Siamo un gruppo molto unito. Ogni tanto partiamo tutti assieme a mangiare una pizza. Quando siamo in trasferta, capita che mangiamo in agriturismo dopo la partita, magari per festeggiare la vittoria.Vale
IL LAVORO DEI MIEI GENITORI IN CAMPAGNA
I miei genitori lavorano in campagna e sono dei pastori.
A allevano mucche, maiali, galline, pecore, cavalli e asini.I miei genitori mungono con i macchinari. La mattina ogni giorno mungono a mano le pecore, però solo quelle che hanno partorito, e dopo mungono con i macchinari le pecore che non hanno più il figlio, cioè l’agnello, perché è andato al macello. Quando una pecora ha partorito, la si deve separare dalle altre, per metterla insieme alle altre pecore che hanno partorito.
Mio babbo di solito munge le mucche solo e qualche volta le munge mio fratello.
I miei genitori mungono anche la sera con i macchinari.Dopo che si ha finito di mungere, si fa il lavaggio della mungitrice.
Il latte va nel refrigeratore, e poi arriva il camion del latte e se lo porta via.Abbiamo tanti cani da guardia e da compagnia.
Quando piove mettiamo la paglia ai cani legati, perché stiano bene dentro la cuccia.Un giorno sì e un giorno no, mettiamo la paglia alle pecore che hanno già partorito. Il lavoro dei miei genitori inizia dalle quattro del mattino, cioè si svegliano alle quattro per andare a lavorare.
La mattina presto si mette il mangime nelle mangiatoie, così le pecore possono mangiare e dare un po’ di latte agli agnelli. Quando le pecore hanno finito di mangiare il mangime, si mandano nel campo di trifoglio e poi quando è sera vanno riportate nel recinto dove hanno la paglia, il fieno e l’acqua.
Prima di cena, la sera, si deve macinare il mangime da dare alle pecore.
A volte quando i miei genitori fanno il formaggio li aiuto anche io a mescolare il latte, e poi anche a fare la ricotta.
Mary
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BATTUTE E FATTI BUFFI IN CLASSE
Un giorno in classe la maestra ci disse:
-Oggi in questa classe c’è molto spirito di patata!
Un mio compagno si mise in posizione di preghiera dei monaci orientali e fece: -Hoooommm… Patata!Salva Kika
LE NOSTRE BARZELLETTE
Un naufrago incontra un pesce spada e dice:
“Ti uccidi perché io ti possa mangiare? Ho fame!”Il pesce gli risponde:
“Costruisci un arpione!”Il naufrago: “Non lo so costruire!”
Il pesce spada :
“Niente arpione, niente arrosto!”
Allora il naufrago si mette a costruire l’arpione.
Ma… il pesce gli grida, mentre scappa: “Addio!”
Gabitron
BARZELLETTE
Qual è il colmo per un'ape?
Andare a Mosca in vespa!
Qual è il colmo per un barbiere? Avere la vita sulla lama del rasoio!
Qual è il colmo per uno chef?
Non avere sale in zucca!Mattia99 8-)