|
HOME>
|
>
|
>
|
IL CORRIERE
DELL'ALUNNO FEBBRAIO 2011 |
IL CORRIERE DELL'ALUNNO
UN MENSILE DELLA CLASSE 5^ A DI OZIERI "SAN GAVINO"Rivista N°1 (FEBBRAIO 2011)
Indice
1 - La nostra vita a scuola
- Parla dei fatti che accadono a scuola, la vita che si svolge in classe tra gli amici, le uscite che facciamo, leggerete anche di un progetto sui lavori di Ozieri.
2 - Che succede fuori? - Comprende i fatti che succedono ai bambini in famiglia o in società, situazioni climatiche e ambientali, fatti sportivi.
3. PRONTI A SENTIRE UN MARE DI EMOZIONI?
Nella sezione Pronti a sentire un mare di emozioni? Leggerete alcuni racconti scritti da noi.
4 - Di tutto, di più
- Comprende delle proposte di viaggi e vari argomenti.
5 - Divertimento a tutta birra! - Ci sono racconti umoristici, battute e fatti buffi accaduti a scuola.
INTERVISTA SULLA SCUOLA
- Cosa conservare del percorso scolastico fatto finora? Quali sono state le esperienze più belle?
Io conserverei l’esperienza di quando sono andato in gita a Bosa perché mi sono divertito molto ed anche perché ho imparato nuove cose, per esempio attraverso la navigazione sul fiume Temo. È stato bello anche perché ero insieme ai miei amici della classe.
Gita sul fiume Temo a Bosa
- Cosa mi aspetto da questo anno di scuola primaria?
Io mi aspetterei da questo ultimo anno allegria e cose piacevoli, con esperienze nuove da vivere con la classe.
- Come mi piacerebbe trascorrere le mattine ?
A me piacerebbe nelle prime ore parlare facendo cittadinanza e costituzione.
- Quali emozioni o situazioni negative vissute a scuola vorresti evitare? Racconta un esempio.
A me un giorno ha fatto star male il fatto che ho bisticciato con un mio amico. Ho sentito un male che pensavo cose negative, ma alla fine ho rimediato facendo pace e io e il mio compagno abbiamo promesso che non sarebbe accaduto mai più.
Tiodor Palasios
VISITA AGLI AMBULATORI MEDICI
Mercoledì 15 Dicembre siamo andati a visitare lo studio medico dell'agenzia Medas, per osservare e farci spiegare varie cose sul lavoro dei medici. Quando siamo arrivati ci ha accolto il dottor Paolo Bogliolo, che ci ha mostrato il suo ambulatorio e quello del dottor Bruccoleri.
Poi siamo andati fino alla sala d'attesa dove si trovava la segretaria; il compito della segretaria è quello di passare le chiamate ai dottori quando qualche loro paziente chiama. Il suo compito è anche quello di dare ai pazienti in sala d'attesa un biglietto dove sopra c'è scritto il nome del dottore da cui andare e quando sarà il proprio turno.
Dall'altra parte dell'edificio si trovavano tre ambulatori. Siamo andati nell'infermeria dove si trovava un oggetto per sterilizzare. Gli ambulatori sono tutti più o meno uguali però il dottor Bruccoleri ci aveva fatto vedere una collezione di vecchi strumenti da medicina.
In tutti gli ambulatori c'è un computer dove è salvata una specie di carta d'identità dove c'è scritto che problemi e che malattie ha il paziente. I computer sono tutti collegati a un server perché, se dovesse mancare un dottore per vari motivi e un paziente quindi dovesse andare da un altro dottore, si potrebbero prendere le informazioni sul paziente.
Il dottor Bogliolo e il dottor Bruccoleri ci hanno fatto vedere una radiografia e ci hanno spiegato le varie cose che si vedevano poi ci hanno anche spiegato come si usavano gli antichi oggetti per la medicina.
La visita è stata molto interessante e istruttiva, abbiamo imparato molte cose e allo stesso tempo ci siamo divertiti molto.
Trottola
LA VISITA AGLI AMBULATORI
Io e la mia classe mercoledì 15 Dicembre siamo andati agli ambulatori dei medici dottor Paolo Bogliolo e dottor Andrea Bruccoleri.
Abbiamo visto gli oggetti antichi che usavano i medici prima, che ci ha spiegato il dottor Bruccoleri.
Prima abbiamo visto anche un apparecchio che si usava nel passato, che credo appartenesse a un dottore di nome Ugo Duranti.
Poi il dottor Bruccoleri come vi ho già detto prima ci ha spiegato gli apparecchi dei medici e c'era un apparecchio che mi ha stupito molto ed è il clistere: è uno strumento fatto apposta per agevolare la fuoriuscita delle feci.
Il dottor Bogliolo ci aveva fatto vedere uno strumento che era a raggi ultravioletti e che serviva a controllare il corpo delle persone.
Abbiamo anche visto gli ambulatori e abbiamo incontrato due rappresentanti di medicinali e ci hanno spiegato che loro si fanno quasi mezza Sardegna per portare le medicine.
Gli ambulatori che abbiamo visti erano non troppo grandi e nè troppo piccoli.
In ogni ambulatorio c'erano molte medicine che servivano ai pazienti per curarsi.Tutti ci hanno accolto molto bene.
Noi siamo andati lì perchè stiamo facendo un progetto sulle attività lavorative di Ozieri e il dottor Bruccoleri e il dottor Bogliolo sono stati i primi che abbiamo visitato.
Tanetto
E'
STRATEGIE CONTRO LA TIMIDEZZA
- Ascoltare buoni consigli.
- Pensare che gli altri non ridano di ciò che dici.
- Gli altri non devono urlare per far parlare un “ timido”.
Ti è capitato di sentirti a disagio per timidezza?
Racconta la situazione descrivi il tuo stato d’animo.A me è capitato un momento di timidezza. Un giorno la maestra ci aveva messo da studiare le scienze. Io a casa le ho studiate. Arrivando a scuola il giorno dopo non ho aperto bocca dalla timidezza. La maestra mi aveva messo sei e mezzo, allora lei aveva detto che se miglioravo mi metteva un bel voto. Il giorno dopo sono andata a scuola e mi aveva messo “non classificata” cioè che non avevo ripetuto . Quello è stato il peggior momento della mia vita.
Cosa può fare una persona per vincere la propria timidezza? Cosa possono fare gli altri per aiutare chi è molto timido? Suggerisci qualche strategia, anche servendoti di esempi.
A me è capitato che a volte i figli di mie zie mi fanno una domanda e io resto zitta, perché sono tanto timida. Allora lo dico a mie sorelle e mi danno un consiglio, dicendomi che sono miei cugini e non si mettono mai a ridere se sbaglio, e poi iniziamo a parlare e a giocare. Poi con i consigli di mie sorelle non si sbaglia mai!
Ale
LE STRATEGIE CHE AIUTANO LE PERSONE TIMIDE
IN DIFFICOLTA’: LAVORO COLLETTIVOContro la timidezza possiamo aiutarci da soli…
-Facendoci coraggio .
-Imparando dagli altri: guardando e imparando l’atteggiamento più sicuro degli altri.
-Affrontando le situazioni difficili, provando a fare ciò che ci fa paura: questo serve per crescere.
-Ripetendo le situazioni, esercitandoci per essere più sicuri.
-Stando tranquilli e pensando a cose che ci tolgono l’ansia.
-Avendo fiducia negli altri, sentendo il loro affetto e la loro amicizia .
Contro la timidezza gli altri possono aiutarci…
-Incoraggiandoci.
-Avendo modi gentili e calmi nel parlare.
-Non intimorendoci ancora di più.
-Non prendendoci in giro.
-Facendoci sentire fra amici che ci vogliono bene.
-Insegnandoci come fare ad affrontare una situazione che induce timidezza.
-Coinvolgendoci nelle cose che fanno (in conversazioni, giochi, feste, lavori ecc.)
Chele
DISASTRO NEL NORD SARDEGNA
In questi giorni è successa una cosa terribile!
Sono state versate tonnellate di petrolio nei mari del nord Sardegna che stanno infestando tutte le coste settentrionali.
Il petrolio se è versato in quantità eccessive può causare la morte e l”estinzione di molte specie marine e uccelli perché il petrolio non si decompone : resta nel mare sotto forma di bolle solide e liquido : alcuni marine sono a rischio di totale inquinamento.
Io penso che gli uomini dovrebbero ridurre l’inquinamento usando più energie rinnovabili e riciclare la plastica e la carta.
Gabitron
BASKET
Ci sarà una nuova squadra al Palazzetto “Giampiero Murratzu”: la Esordienti femminile della Demones, nate negli anni 1999, 2000, 2001. Tra poco questa squadra giocherà ad Alghero, esattamente domenica 6 febbraio. Questa squadra si allena continuamente per riuscire a vincere il campionato. Le emozioni sono forti, si vede che le ragazze non vedono l’ora di giocare; qualcuna è tesa e qualcun’altra è convinta di vincere. Vediamo un po’ e speriamo bene.
Un’altra squadra della Demones della categoria Esordienti maschile ha giocato: purtroppo la Demones ha perso contro il Santa Croce - Olbia. Una sconfitta di 51 punti!!!
Mentre l’Under 17 ha vinto di circa 15 punti contro il Sennori. Questa squadra va avanti senza bloccarsi mai, e senza stancarsi di allenarsi: potrà anche finire alle 21,30 di allenarsi, ma non finirà mai la grinta.
Le ragazze dell’anno 1995 – 1996 hanno perso molte partite, in casa e fuori casa, un grande dispiacere per l’allenatore, che cerca di mandarle avanti.
Gli Scoiattoli non hanno ancora iniziato il campionato, ma negli allenamenti non perdono la grinta, sono fortissimi!!!!
L’Under 14 ha perso, sì, ma con la squadra seconda in classifica, cioè con la Dinamo 2000 - A.
Adesso parliamo della Dinamo, che in A1 è quart’ultima, ma è il primo anno che gioca in A1 con squadre abbastanza forti, e con delle assenze. Insomma non perdiamo la speranza né nella Dinamo, né nella Demones. Forza ragazzi!!!!
Bebby e Ciemme
3. PRONTI A SENTIRE UN MARE DI EMOZIONI?
IL NAUFRAGIO
Quattro ragazzi avevano avuto un naufragio con una zattera.
A un certo punto videro un’isola e la raggiunsero.
Scesero dalla zattera e allora decisero di dividersi per esplorarla, per trovare cibo, acqua e un riparo. Alan andò a cercare cibo, Hanna a cercare acqua e delle noci di cocco, Will costruì un riparo con Luke.Hanna, mentre cercava da bere, sentì un rumore spaventoso. Aveva paura che fosse un animale feroce, però poi da dietro un cespuglio sbucò fuori un coniglietto selvatico. Lei si avvicinò per accarezzarlo ma il coniglietto scappò e Hanna lo inseguì. Mentre lo inseguiva vide una sorgente d’acqua fresca. Hanna voleva ritornare indietro per raccontarlo agli altri però non trovò la strada. Poi si accorse che aveva lasciato le impronte; allora ritornò indietro e raccontò il fatto a tutti. Gli altri ragazzi erano molto felici.
C’erano altre belle cose: Alan aveva trovato una foresta piena di frutta, invece Will e Luke avevano finito di costruire un riparo dove c’erano i letti, un piccolo bagno e una piccola cucina. Il secondo giorno decisero di esplorare l’isola tutti insieme. Quando ritornarono alla capanna decisero di cercare legna da bruciare per riscaldarsi. Accesero il fuoco e si accorsero subito che faceva molto fumo, ma grazie al fumo altri si sarebbero accorti che lì c’era qualcuno in difficoltà.
Dopo tre giorni ancora niente, al quarto e quinto giorno un aereo passò dritto. Il decimo giorno videro un aereo, però si stava schiantando; allora corsero subito vicino all’aereo. C’erano dei dottori che si erano salvati. Stavano viaggiando per l’Australia.
A un certo punto si vide una nave all’orizzonte e ad Hanna venne un’idea: se avessero preso tanta legna e tutti avessero collaborato avrebbero potuto fare un grande falò e la nave li avrebbe potuti vedere. La nave si avvicinò: attraccò all’isola e i naufraghi salirono tutti a bordo. La nave ai dottori li portò in Australia e ai quattro ragazzi li portò a casa sani e salvi e raccontarono la loro avventura ai genitori. I genitori dissero loro se volevano “riandare” in aereo e i ragazzi dissero in coro di no, e che era stata un’esperienza brutta. I dottori invece raccontarono tutto ai loro pazienti. Quando i dottori rientrarono nel loro paese passarono tutto il viaggio tremando, però arrivarono a casa sani e salvi e dissero che volevano andare tutti in pensione!
Cleo
UN PAESAGGIO INTERESSANTE
I quattro amici naufraghi Luke, Hanna, Will e Lan si diressero verso l’isola avvistata. Era deserta ma molto bella.
Camminarono camminarono e trovarono una tigre. Hanna si mise a urlare e l’animale l’attaccò. Scapparono ma la tigre era molto veloce e li stava raggiungendo. Will per fortuna era esperto di animali e si ritrovò in tasca un biscotto e facendo amicizia con la tigre glielo diede. Lan disse:- Sei forte amico, ma c’è un altro problema: ci dobbiamo procurare cibo e non conosciamo bene questo territorio, che si fa?-
Rifletterono un po’ e all’improvviso Luke vide qualcosa: era una cascata.
L’idea che ebbero era di costruirsi una barchetta piccolina e di scivolare giù e vedere com’era la situazione. Dopo un giorno la barchetta era pronta, scivolarono giù per la cascata e videro un albero pieno di frutta. Siccome non era di nessuno, iniziarono a mangiare e ripresero le forze. Poi era il momento di cercare un posto dove dormire; ma non trovarono niente e si dovettero mettere in cammino per un posto molto lontano.
Dopo una settimana i bambini trovarono qualcosa di molto profondo; era una grotta buia, stretta, nell’ombra sembrava di vedere un drago… Loro, anche se c’era da avere fifa, ci andarono, ma oltre il buio c’era un paesaggio bellissimo, lucente, sereno, con colori vivaci e loro si sistemarono lì.
Infine si dovettero avviare, navigando, verso casa loro, ma c’è da dire una cosa: questa avventura non la dimenticheranno MAI !!!
Chele
UNA TRIBU’ SCONOSCIUTA
Hanna, Will, Luke e Ian si erano arenati su un’isola. Will disse: -Dividiamoci per andare a cercare il cibo.
Hanna stava camminando e trovò un albero pieno di banane e un altro di noci di cocco. Chiamò subito gli altri. Will, Luke e Ian arrivarono di corsa e presero le banane e le noci di cocco. Stava cominciando a far freddo e i ragazzi si impegnarono a costruirsi una capanna per dormire.
Il mattino dopo andarono a cercare un fiume d’acqua dolce perché avevano molta sete. Ian disse: -Guarda eccolo, ma come facciamo a prendere l’acqua?
Per terra c’erano dei bottiglioni e Ian disse: -E’ strano ci siano delle bottiglie qui.
Hanna vide delle impronte di piedi e pensò: -Ma non è che ci abitano delle persone qua? I ragazzi seguirono le impronte; quelle impronte li avevano portati a un piccolo villaggio: c’erano acqua, il fuoco, delle capanne. A un certo punto sentirono dei rumori; era una tribù.
Gli uomini della tribù si avvicinarono a loro e dissero:
-Seguiteci, vi daremo da mangiare e da bere!I ragazzi seguirono la tribù. Loro pensarono che quella tribù li volesse uccidere, invece no, quegli abitanti volevano solo essere loro amici. Un uomo disse ai ragazzi se volevano rimanere lì. I ragazzi dissero di sì, e chiesero:
-Tribù, come vi chiamate?-Noi siamo una tribù sconosciuta. Ci chiamiamo la tribù dei Maya.
-Come ci siete arrivati qua?
-Non ci siamo arrivati, siamo nati qui.
Tutti andarono a dormire. La mattina dopo i ragazzi sentirono la mancanza dei loro genitori e volevano tornare a casa ma non sapevano come fare. Quindi chiesero alla tribù di far loro una barca; la tribù la fece e il capo disse ai ragazzi: -Ma come farete a navigare?
I ragazzi ci ripensarono su e quindi decisero di restare a vivere lì finché non avrebbero trovato un’idea migliore per tornare a casa.
Cry
UNA FORTE TIMIDEZZA
C’era un bambino di nome Willy.
Willy era timido e non riusciva a fare certe cose per colpa della sua timidezza: quando c’erano ospiti in casa si rinchiudeva nello sgabuzzino, quando gli chiedevano qualcosa lui non rispondeva e anche nei negozi si comportava così.
La mamma cercava di aiutarlo ma quando non riusciva a incoraggiarlo si arrabbiava e lo sgridava, quindi tutto andava in fumo.
Willy anche a scuola non parlava, non aveva amici, non faceva le interrogazioni e non riusciva neanche a chiedere se poteva andare in bagno.
C’era un bambino a scuola di nome Jacke che era uno dei più bulli. Jacke prendeva sempre in giro Willy perché era timido e quindi lo faceva intimidire ancora di più.
Un giorno però un bambino di nome Michael disse a Willy:
-Su non scoraggiarti, lascialo perdere, guarda gli altri, non sono timidi, pensa a crescere, mica starai tutta la vita così.
Allora Willy una volta andò all’edicola e il commesso gli disse:
-Che cosa ti serve?
Willy rimase zitto per un po’, ma poi si fece coraggio e rispose:
-Voglio il giornale di oggi.
FINALMENTE! Willy riuscì a superare la sua timidezza. Quando per la prima volta rispose a una domanda della maestra tutti lo applaudirono.
Così Willy contento visse la sua vita senza questo problema.
RK
ATTENZIONE ATTENZIONE, TIMIDEZZA A GO-GO’
Conoscevo una bambina che si chiamava Viola.
Viola era una bambina timida, impacciata e anche goffa: insomma una bambina che non sapeva dove mettere le mani!
Poiché era timida lei cercava di non essere molto stressante, e di essere più o meno distaccata dalla gente. Io un giorno, siccome, mi faceva star male vederla lì seduta tutto il tempo, senza che nessuno le parlasse a parte me, decisi di darle dei consigli. Le dissi: -Prova ad affrontare le tue paure, oppure prova a stare tranquilla e a pensare cose che ti fanno stare bene!
Lei il giorno seguente a scuola non venne, quindi io ne approfittai per parlare con la maestra e le dissi: -Maestra, Viola, non riesce a stare con gli altri, crede che non l’ascoltino, che si stufino, quindi se ne sta da parte e questo non mi fa sentire bene!
La maestra mi rispose: -Sì, lo so, pure io l’ho notato, oggi ne parlerò con i tuoi compagni!
Io ne fui davvero entusiasta! Dopo che la maestra ne parlò con i compagni, loro finalmente si accorsero che era vero. Quindi il giorno dopo Viola venne e i miei compagni si comportarono molto bene e lei si sentì come se fosse in famiglia! Alla ricreazione lei venne nel mio banco e mi disse: -Grazie amica mia, sono davvero felice ora, non so come tu abbia fatto, ma te ne sono molto grata e riconoscente!
E da quel giorno Viola mostrò più sicurezza e credette più in se stessa!
Bruco12
LACASA DEGLI ORRORI
In un quartiere periferico di una città c’erano due case vicine a un bosco TERRIFICANTE.
In quelle due case abitavano due famiglie felici: c’erano due bambini della stessa età che erano amici e si chiamavano Paola e Raffaello.
La notte nel bosco c’erano sempre dei rumori strani e i due bimbi avevano paura. Li TERRIFICAVA stare nella loro casa vicino al bosco, ma erano tanto, tanto curiosi di andare nel bosco. Allora si organizzarono per andare nel bel mezzo DELLE LORO PAURE SUPERIORI. La mattina si svegliarono presto, si vestirono e andarono nel bel mezzo del bosco. Quando erano lì videro una dolce casa e dissero: -“CHE BELLA!’’
Ma quando si avvicinarono davanti alla porta, la casa era diventata una cupa, grigia, nera, cadente CASA. Vicino c’era una gatta che era viva, ma le si vedevano delle ossa e gli artigli che contenevano veleno. All’improvviso tentò di graffiarli. Loro scapparono ed entrarono nella casa HORROR!
Trovarono dei licantropi che si muovevano con PASSI GROSSI; ERANO PUZZOLENTI E PULCIOSI. Mangiavano degli stuzzichini: per fortuna ancora non avevano visto i bambini ! Loro salirono nelle scale che purtroppo facevano scricchiolii. I licantropi si voltarono e iniziarono inseguirli, però erano troppo pesanti e caddero spaccando le scale. I bambini si erano salvati: entrarono dalla prima porta che avevano davanti. Questa stanza era molto grande: da lì iniziarono a venire delle mummie che puzzavano di uova marce e una disse: “Chi è? Siete piccoli umani vero? Beh, allora iniziate a dire le vostre preghiere perché vi torturiamo facendo cose inimmaginabili”.
I piccoli iniziarono a scappare, andarono nella cucina iniziarono a lanciare la prima cosa che avevano davanti. Raffaello prese dieci barattoli di sale, ne lanciò uno e scoprì che le mummie si bruciavano; allora disse a Paola: “Lancia il sale, si bruciano!” Paola fece così e si salvarono. Andarono in un’altra stanza e lì c’erano vampiri strillanti. Paola disse: “Prendo dell’aglio, tutto l’aglio che c’è in cucina”.
Raffaello disse a Paola, quando era tornata dalla cucina: “Che strano, la cucina è l’unico posto dove ci sono colori e cose utili con cui ci possiamo difendere in abbondanza”.
Paola rispose: “Lo so, sembra che quella stanza sia protetta. Ma ora dobbiamo farci avanti per entrare nella stanza dei vampiri”.Entrarono e si erano messi il cappuccio. In silenzio sbucciarono l’aglio e lo misero nella ciotola dove c’era un po’ di sangue. Poi scapparono fuori. Un vampiro si svegliò e disse: “Il sangue è servito”, e tutti si misero a lì a bere, tranne uno che sapeva cosa li aspettava. I vampiri morirono, tranne quello.
I bambini erano andati via nella stanza a fianco e trovarono tutto vuoto. C’erano solo scaffali pieni di boccette con strani liquidi, un pentolone nel fuoco e una poltrona.
Entrò un pipistrello e si trasformò: scoprirono che era una strega che disse ai bambini: “Morirete!”
La strega fece una magia e dalla cucina uscirono nuovamente le mummie, dall’altra porta uscirono i vampiri. I bambini scapparono fuori e tutti li seguirono.
La strega lanciò contro i bambini piccole fiamme. Loro presero dei bastoni, li misero nelle fiamme e così bruciarono la casa. Poi scapparono e tornarono a casa.
Superarono così le paure, e le notti non sentirono più niente.
Salva Kyca
IL FOSSO DELL’ORRORE
Tanti anni fa, un ragazzino di giorno stava giocando da solo in un campo di grano. Ad un certo punto cadde in un fosso profondo, buio e molto largo. Dall’altra parte del fosso vide degli occhi rossi, poi sentì una voce sottile e stridula che gli diceva:
- Avvicinati, dai avvicinati, non vorrai farmi arrabbiare?
Il ragazzo terrorizzato rispose: -Chi sei? Come ti chiami? Ho paura! – e urlò: -Aiuto! Aiuto!
L’uomo dagli occhi rossi gli disse: -Stai tranquillo, qui non ti sentirà nessuno, questa sarà la tua tomba!
L’uomo si avvicinò e si vide la sua faccia: sembrava un indemoniato che perdeva sangue da tutte le parti: occhi, naso, orecchie, mani, bocca.
Il ragazzino disse: -Perché? Cosa ti ho fatto?
L’indemoniato rispose: -Tu niente, ma tuo nonno sì. Tanti anni fa molto prima che tu nascessi, lui mi mise qua perché gli stavo rubando del grano, e mi ci lasciò per tanto tempo senza parlarne a nessuno, dandomi solo i resti del suo pranzo.
Allora il ragazzino rispose con voce stentorea, perché ancora scioccato dalla faccia dell’uomo : -B-b-b-beh mio nonno è morto e quindi mi p-p-puoi lasciare libero.
Il mostro rispose sempre più vicino al ragazzino: -Già tuo nonno è morto, io no, e soprattutto non ho dimenticato! Vedi, mi mancano due dita e una gamba per colpa di tuo nonno che si era dimenticato di me; adesso voglio vendicarmi di tutto quello che mi ha fatto, incominciando da te.
Quindi l’esorcizzato morse il ragazzino che fu come ipnotizzato. Allora lo aiutò a salire su per portare tutta la famiglia in quel fosso e… uccidere tutti!
Ciemme
IL MOSTRO NELLO SGABUZZINO
Oggi si dice in giro che é sparita una bidella. Stava andando a prendere la scopa nello sgabuzzino ed é sparita.
Qui chi vi parla é Lelle ed è successa una cosa da BRIVIDO, qui a scuola. Sembra che un mostro abbia divorato una bidella, non vorrei finire al suo posto.
Ora io mi sto avvicinando allo sgabuzzino, apro e 'BLLLBLLLBLLL'....Che cos'è? Mi sembra bava verde di ZANNA il mostro più forte al mondo. Ha denti come lame, unghie come rasoi, è alto 3 metri e non c'è modo di sconfiggerlo. Ogni settimana divora mezzo corpo e la testa se la mette lui. Ogni 23 anni si ferma e va a riposo, poi si risveglia e ricompie la sua missione: è impossibile nascondersi perché ha un olfatto imbattibile.
UUUUUUUUUUUUUU CHE BRIVIDO!! Oh Oh, si sta avvicinando il mostro, è meglio scappare! Aiuto!!!Che data è oggi? 22 gennaio 2011 ed è lunedì. Allora il mostro dovrà andare a riposo all'una. A vedere l'ora è mezzogiorno e 59, fra un minuto il mostro sparirà.
Sono meno 10 secondi, meno 9,8,7,6,5,4,3,2,1,0 finito!!! Il mostro si è ristretto. Non avete visto come ha chiuso gli artigli? Ora me lo porto a casa e lo appendo.
Ora Lelle vi saluta e chiudiamo la situazione da brivido!!
Lelle
PROPOSTA DI UN VIAGGIO A CALA GONONE
Vorrei proporre la visita del versante orientale della Sardegna, in particolare della zona di Cala Gonone. Da Ozieri si arriva a Olbia dove si prenderà la strada della “Orientale Sarda”, suggestiva perché costeggia il mare e attraversa paesi e frazioni del litorale dove si possono ammirare paesaggi molto belli. Si arriva a Cala Gonone dopo circa due ore di viaggio.
Cala Gonone è una località marina che si trova sul versante orientale sardo, nel Golfo di Orosei, alle pendici della zona montuosa del comune di Dorgali. Oltre al paesaggio incantevole che offre il mare si possono visitare le grotte del Bue Marino. La grotta, che si può visitare via mare o a piedi, probabilmente è stata abitata dall’uomo preistorico perché vi sono disegni e incisioni nella roccia. Particolarmente incantevole è un laghetto salato che si forma grazie alle acque del mare che attraversano la grotta.
A pochi chilometri da Cala Gonone, nell’entroterra si può visitare un’altra interessante e bella grotta “La voragine di Ispinigoli”. Dalla grande sala della grotta si discende una scalinata di 280 gradini, che consente di ammirare numerose stalattiti e stalagmiti. Dal fondo della grotta, profonda 60 metri, si innalza una gigantesca stalagmite alta 38 metri, una delle maggiori conosciute al mondo.
Vale la pena visitare Cala Gonone perché è una località dove si può ammirare il mare, con la sua acqua cristallina e le sue spiaggie meravigliose, le sue montagne con la natura incontaminata nei suoi paesaggi ricchi di macchia mediterranea e di rocce curiose, e non dimentichiamo la grotta del “Bue Marino” e la “Voragine di Ispinigoli”, due posti da non perdere.
Illa
PROPOSTA DI UNA VISITA AD ALGHERO
1-Alghero è una città pianeggiante costruita su una bella baia e si trova
a nord-ovest della Sardegna.2-Per arrivare ad Alghero partendo da Ozieri si va verso ovest prendendo la strada per Sassari e poi si“devia” per Alghero.
3-Alghero fu fortificata dai Genovesi e poi fu conquistata dagli Spagnoli, infatti ad Alghero non si parla il sardo, ma quasi il catalano puro.
E’ una città molto turistica, e si può alloggiare in molti alberghi, come il Soleado, il Florida, il San Marco, il Riviera e tanti altri.
Ad Alghero c’è il porto, dove ci sono molte barche: barche a vela, da pesca, traghetti, yacht e anche una specie di sottomarino (il Nautilus con il fondo trasparente) che permette ai turisti di vedere una parte dei fondali del mare di Alghero.
Al porto c’è una via che porta a Piazzetta Civica, da cui partono molte vie che portano al centro storico. La via principale porta a Piazza Sulis, una piazza affacciata sul mare, da cui si può vedere un bel panorama. Nel centro storico c’è un acquario, con tanti tipi di pesci.
Ad Alghero ci sono le Grotte di Nettuno, che possiedono due laghetti interni, stalattiti e stalagmiti, e ci si può arrivare via terra, e molto più comodamente (perché via terra ti porta il pulman, ma poi ti devi fare più di 600 scalini!) per via mare.
Alghero è famosa per le sue spiagge e per gli oggetti di corallo prodotti artigianalmente.
4-Secondo me vale la pena di andare ad Alghero perché:
- non ci vogliono molti chilometri per arrivarci;
- perché ci sono ottimi alberghi;
- perché è una delle poche città con i resti di un antico forte ancora intatto;
- perché c’è un “Nautilus” turistico;
- perché si spende poco;
- perché ha delle belle spiagge;
- perché ci sono le grotte con due laghetti interni;
- perché c’è un acquario;
- perché ci sono ristoranti e pizzerie dove si mangia bene.
E.Falco
DESCRIVO ALCUNE TECNICHE TEATRALI DELLA FAVOLA
“IL TOPO DI CAMPAGNA E IL TOPO DI CITTA’ ”
Rappresentata dalla compagnia teatrale “La Botte e il Cilindro”
Gli attori si sono travestiti con delle maschere di cartone piegato.
Gli scenari erano fatti di cartone o di tessuti colorati attaccati a dei pali.
A un certo punto quando i due topi erano in città, per rendere il posto credibile, hanno costruito una macchina di tessuto rosso e giallo attaccato a una struttura in ferro.
Insieme alla macchina hanno costruito un semaforo fatto con una scatola di cartone, dei pezzi di tessuti e dei rotoli di cartone che forse hanno preso dallo scottex, poi hanno incollato e dipinto il tutto.
Per la campagna hanno fatto dei fiori finti con i tubi dello scottex, poi dei petali di tessuto attaccati al cartone per formare una struttura stabile.
Le voci le producevano gli attori e le melodie una radio con dei suoni registrati probabilmente in una cassetta.
I personaggi forse usavano degli attrezzi per rendere la voce più credibile.
Daniele
BATTUTE E FATTI BUFFI IN CLASSE
Una mattina una nostra compagna ha detto:
-Maestra, ma "forestiero" significa che viene da una foresta?- e lì tutti si sono messi a ridere.
Poi un altro bambino ha detto: -No, forestiero significa: che lavora nella forestale!Tutti si sono messi a ridere (di nuovo! ) e un compagno alla fine, dopo essersi fatto una sana risata, ci ha detto:
- No, un forestiero è una persona che viene qui, per esempio, da fuori! - e lì tutti hanno capito!
È buffa la mia vicina di banco quando imita i gatti: fa finta di fare le fusa o di essere arrabbiata. Fa troppo ridere!!!
Bruco12
Un giorno la maestra di inglese ci ha fatto ascoltare una canzone per insegnarci l'uso dell’orologio. Quando ha acceso la radio due miei compagni si sono alzati, si sono messi davanti a noi e hanno cominciato a ballare. Noi stavamo ridendo e loro stavano sempre ballando e noi stavamo sempre ridendo, compresa la maestra.
Cry
RACCONTI UMORISTICI
SI INGESSANO OSSA, NON ASSI
Un giorno Giovanni stava portando un mazzo di carte all’ ospedale. E’ un uomo un po’ pazzo, di 45 anni.
Appena arrivò disse:
-Nel mio mazzo di carte si è rotto un asso. Me lo potrebbe ingessare?Il dottore, un po’ stupito dalla richiesta, rispose:
-Scusi, ma quello è un asso, non un osso.Giovanni disse:
-Si, è un asso, e lei me lo deve ingessare, sennò non potrò più giocare a carte.Il dottore disse esasperato:
-Io non posso ingessare un asso! Io ingesso solo le ossa!
Giovanni: -Vuole dire che non me lo può ingess….
-Ascolti, se si vuole aggiustare l’asso, vada a casa sua e ci metta un po’ di nastro adesivo.
Poi Giovanni, avendo capito, rispose:
-Ah! È un asso. Non avevo capito. Scusi per il disturbo.Giovanni si ricordò di dire: -Se un giorno scopre che gli assi sono uguali alle ossa, mi chiami!!!
Il dottore : -Certo, ci penserò!
Poi pensò: “Non succederà mai”.L’infermiera l’interruppe: -Quindici persone hanno chiesto di ingessare gli assi!!!
Il dottore per poco svenne e pensò: “Oggi tutti avranno avuto un attacco di pazzia!”
Il dottore prese la borsa e scappò dicendo: -Mi licenzio!
E.Falco
“CI VUOLE L’ANTENNA!”
Un signore di nome Carlo, pazzo e con il cervello fuso, aveva in mano una gabbietta con dentro un pappagallo, ed entrò nel negozio dove si vendono e aggiustano le radio. Disse: “Ciao, mi può aggiustare il pappagallo? Dovrebbe mettere l’antenna perché non canta, e sicuramente non riceve i canali”.
“Mi dispiace, ma non posso mettere l’antenna al pappagallo, sicuramente non ha voglia di cantare”.
Carlo, un po’ infuriato disse: -“Come non ha voglia di cantare!!? I cantanti, perché fanno le canzoni? Perché hanno voglia di cantare! E non esiste una radio che non trasmetta le canzoni!”
Il signore, un po’ confuso disse: ”Ma… Emm… Io non posso mettere l’antenna al pappagallo, primo perché non funziona neanche con l’antenna, secondo perché non c’è lo spazio per metterla e terzo gli farebbe male”.
“Almeno provi a metterla!”, insistette Carlo.
Il signore prese un’antenna e l’appoggiò sopra al pappagallo, e lui iniziò a cantare. Carlo disse: ”Lo sapevo, avevo ragione io!”
“Ma è naturale, nella testa aveva una spina, e appena ho appoggiato l’antenna, la spina è scesa in profondità facendogli male!”
Carlo disse con tanta delusione: “Allora mi scuso subito!”
Prese la gabbietta e andò via.
Illa
UN TIPO STRANO
Un giorno il sig. Codapelosa portò la sua tartaruga in una palestra.
-Ehm, scusi, può capire perché la mia tartaruga, prima di raggiungermi deve impiegare 99 ore? – chiese il Sig. Codapelosa.
Il direttore guardò il sig. Codapelosa: aveva gli occhi verdi, i capelli verdi, dei pantaloni al posto della sciarpa, dei capellini per riscaldare le mani, dei guanti per riscaldare i piedi.
-Ehm, la vuole allenare la mia tartaruga?
-Come scusi?! – disse il direttore.
-Ho detto se vuole allenare la mia tart…
-Cosa?! Signore, lei è proprio strano! Questa è una palestra! Per allenare la sua tartaruga vada in qualche palestra per animali, no? – disse urlando il direttore.
-Ok, dove la posso trovare? – disse il sig. Codapelosa.
A quel punto il direttore prese il signore e lo buttò fuori a calci nel sedere.
-Però che modi! Dice "strano" a me quando la sua palestra si chiama: "Palestra cafona"– disse scocciato il signor Codapelosa.
Pilippo