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UN SALTO NEL NEOLITICO |
UN SALTO NEL NEOLITICO
"Come conserviamo le ghiande?"
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Un
problema L'esperienza
didattica
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Raccontiamo la nostra esperienza relativa
al progetto Ozieri 3 Aprile 2008 Il progetto “Un salto nel Neolitico”, è iniziato per noi nel mese di Marzo. (Daniela) La prima fase ha previsto la visione di un filmato multimediale, ( Nadia) attraverso il quale abbiamo visto la simulazione di alcune scene di vita quotidiana degli uomini primitivi. (Sara) Successivamente a noi bambini, è stato chiesto di ipotizzare, servendoci di alcuni indizi, come l’uomo primitivo conservava alcuni cibi (frutti in particolare) per evitare che marcissero.(Giovanni S.). La maestra Francesca ha poi distribuito dei foglietti sui quali ognuno di noi ha scritto la propria ipotesi. (Marco) Al termine di questa attività, cioè a fine mattinata, è venuta a trovarci la Direttrice del Museo delle “Clarisse”, la dottoressa Lucrezia Campus, che dopo aver letto i nostri pensieri, ci ha fatto i complimenti perché molti di noi hanno risposto in maniera adeguata.(Giuseppina) Siamo così arrivati alla conclusione che l’uomo del Neolitico, per conservare il cibo, utilizzava l’argilla presente nel terreno per realizzare ciotole, vasi e contenitori vari, utili e indispensabili appunto per la conservazione dei cibi. (Massimiliano) Nella seconda fase del progetto, la maestra ci ha accompagnato al Museo per sperimentare la manipolazione dell’argilla, proprio come facevano gli uomini primitivi! (Matteo) A ciascuno di noi la Direttrice ha distribuito dei panetti d’argilla e seguendo con attenzione le istruzioni che lei ci dava, abbiamo realizzato i nostri lavori….che gusto! (Nadia) Quello stesso giorno siamo stati guidati alla visita del Museo per osservare i reperti originali.(Giovanni M.- Deborah ). Oggi , a distanza di una settimana, siamo tornati al Museo e la Direttrice ci ha insegnato alcune tecniche di pittura e decorazione.(Alessandro M.) La Dottoressa cuocerà i nostri lavori da un’altra parte, perché lì non c’è il forno.(Claudia) E’ stata un’esperienza magnifica e non vediamo l’ora di ritirare i nostri “capolavori”.( Claudio).
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Un problema degli uomini preistorici Alcuni bambini, dopo aver visto un filmato, hanno espresso con le loro parole il problema della conservazione di frutti e semi per gli uomini del Neolitico: |
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Filippo, 2^ A |
Secondo me gli uomini preistorici i frutti non potevano metterli in frigo perché non l’avevano ancora inventato... Avevano provato a conservarli sotto terra, ma non avevano ancora un’altra soluzione. Avevano provato solo a metterli sotto terra ma marcivano. Matteo,
2^ A |
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Secondo me gli uomini primitivi mangiavano i corbezzoli, però d’inverno marcivano i frutti che loro conservavano. Alla fine le mamme dei figli piangevano perché i loro figli non avevano il cibo, come i corbezzoli, le ghiande e tante altre cose. Valeria,
2^ A |
Secondo me gli uomini antichi hanno conservato i frutti sotto terra. però di quei frutti che hanno messo sotto terra alcuni marcivano e alcuni non marcivano, però loro non avevano il frigorifero, e allora si guastavano. M.
Francesca, 2^ A |
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Secondo me gli uomini primitivi mettevano le ghiande sotto terra, ma era tutto inutile, perchè la frutta si guastava. Giacomo,
2^ B |
Qual è
il problema degli uomini primitivi? Rachele,
2^ B |
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Secondo
me gli uomini primitivi (in inverno) raccoglievano i frutti e
poi andavano nella grotta, facevano un buco e li sotterravano. Elisabetta,
2^ B |
Nicola,
2^ B |