Coma funziona l’antiquariato, la valutazione degli oggetti antichi e delle opere dei pittori Italiani

La definizione di un oggetto di antiquariato non è cosa facile, né lo è il riconoscimento di un oggetto di arte antiquaria rispetto ad altri oggetti, comunque importanti, ma non dotati del medesimo valore. Non lo è, naturalmente, per tutti coloro che, in questo settore, non hanno una grande esperienza, o che si sono avvicinati al mondo dell’arte antiquaria da poco tempo.

Purtroppo, o per fortuna, il mondo dell’arte antiquaria, e in particolare dei dipinti di pittori famosi, è abbastanza difficile da comprendere, perché i fattori che determinano un oggetto come un apprezzabile o desiderabile pezzo da collezione sono tanti, ed è molto importante cercare di riconoscerli tutti, per evitare fregature o strafalcioni.

C’è anche un altro punto da chiarire: definire un oggetto come un pezzo da collezione o di antiquariato non è affatto facile, anche perché i fattori possono variare in base al tipo di oggetto, all’autore, all’epoca storica in cui sono stati prodotti, e ciò contribuisce naturalmente a rendere sempre più complicati questi punti.

In ogni caso, esiste una linea generale a cui fare affidamento, che consente, almeno in parte, di mettere tutti d’accordo entro certi limiti, sul valore di un oggetto di antiquariato o di un dipinto di un determinato pittore, o su ciò che contribuisce a renderlo tale.

Fattori per la valutazioni di oggetti antichi e dipinti di pittori italiani

Il primo fattore è la rarità: più un oggetto è raro o introvabile, più è desiderabile ed apprezzabile. Vi sono esperti antiquari che per anni rincorrono un oggetto che non riescono a trovare, per esempio: ciò significa che esistono oggetti che magari hanno le stesse finalità, ma valori differenti. Un esempio? Un quadro appartenuto ad un pittore minore, ha meno valore di un quadro prodotto ed appartenuto ad un grande maestro rinascimentale.

Ovviamente, però, si tratta di esempi che vanno contestualizzati, perché le cose non stanno sempre così.

Un altro fattore importante è la bellezza: e per bellezza non intendiamo solo la bellezza in generale, ma anche il lato estetico dell’oggetto, il modo in cui esso è rimasto conservato e soprattutto la misura entro la quale questo oggetto può essere ancora oggi rispettoso dell’epoca in cui è stato prodotto. Se alcune parti sono andate perdute, e quindi l’oggetto manca in alcuni punti, il suo valore può cambiare.

Un altro punto importante a cui fare riferimento è la sua finalità: un oggetto di uso comune può avere un certo valore, ma non è detto che esso abbia lo stesso valore di un oggetto che non veniva usato sempre, o che aveva finalità e scopi minori.

Ovviamente, questi fattori sono molto importanti perché ci consentono di distinguere un’opera normale da un’opera di arte antiquaria, ma non bastano. Infatti, il più importante è l’età, l’epoca storica cui è appartenuto: un articolo di almeno 100 anni è da definirsi, quasi sempre, un oggetto di arte antiquaria.

Valutazione dei dipinti di pittori italiani

Discorso ancora a parte è da dedicare alle opere dei pittori italiani, che rivestono un ruolo importantissimo nell’alto antiquariato italiano e non solo. In questo contesto è fondamentale la competenza e l’esperienza maturata sul campo da parte dell’antiquario, che a questo punto, giocoforza, deve essere anche un esperto di arte e conoscere i principali pittori italiani e le relative valutazioni dei quadri e dipinti, in base alle vendite effettuate in precedenza, sia da case d’asta o meno.

Esistono addirittura dei siti specializzati che contengono grandi database di dipinti ed elenchi dei pittori italiani, con lo storico delle vendite effettuate negli anni. Questo tipo di siti semplificano moltissimo il lavoro dell’esperto d’arte e dell’antiquario soprattutto in fase di acquisizione del dipinto.

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