GIOCHI
ANTICHI

 

ANTICHI GIOCHI TULESI

 

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Boes cun aradu de linna

"Ballonci o pallinas"

Era un gioco che si realizzava nelle strade o nelle piazze.
Esso consisteva nel tirare le biglie di vetro cercando di colpire quelle dell'avversario.
Quando ciò accadeva, si vinceva la posta chiamata "balloncio."

 

"Figurine"

Era un gioco realizzato
con le figurine "Panini"
che si lanciavano dall'alto,
da una sedia o da un muretto,
con un piccolo colpo delle dita.
Se una di queste figurine finiva sopra l'altra, anche solo in parte,
il vincitore aveva come premio
quasi tutte le figurine
che si trovavano per terra.

"Tene Tene"

Si tracciavano dei cerchi per terra;
in ognuno di essi si posizionavano
i partecipanti e uno di loro
doveva acchiappare gli altri.
Quando si acchiappava
un compagno, tutti dovevano
bloccarsi per un po'.
Poi si invertivano i ruoli:
il compagno che veniva "preso"
doveva acchiappare a sua volta.

 

"Cavallina"

Un bambino si metteva
piegato in giù e gli altri
dovevano scavalcarlo
con un balzo.
Man mano che si saltava,
ci si metteva chini uno accanto all'altro a una certa distanza.
A questo gioco
potevano partecipare
anche sette bambini.

 

 

 

 

 

 

  "Sa roda"

Era un gioco a gare e prevedeva
l'uso della ruota di una bicicletta
priva di copertone e guidata
con un pezzo di fil di ferro
ad essa legato.
Lo scopo era quello
di farla rotolare lungo le discese
per raggiungere, nel minor tempo
possibile, un traguardo stabilito.

 

 

"Sa murrocula"

Consisteva nell'avvolgere lo spago
attorno ad una trottola e lanciarla
in modo da farla girare
il più a lungo possibile.
I più "furbi" la costruivano
con legno di "castannalzu",
che è molto duro;
con esse spaccavano
quelle di legno più tenero.

 

 

 

 

Su tirelasticu"

In italiano "fionda",
serviva per cacciare
le piccole prede o gli uccellini
("sas mattaranas").

 

"Su lanciadore"

Consisteva nel lanciare tappi
di bottiglie appiattiti contro il muro;
la gara veniva vinta da chi riusciva
a toccare i tappi avversari
nel rimbalzo.

"Su carretto"

Era un gioco che prevedeva la costruzione di un piccolo carretto
realizzato con tavole e delle rotelle di recupero:
era manovrabile tramite un "timone" e per freno si usavano i piedi.
Con tali strumenti venivano effettuate delle gare
lungo le strade del paese.

 

"Su carru de ostiju"

Era un carretto a due o quattro ruote fatto di "ferula"
unita con chiodi di "castannalzu" o "mudeju".
Davanti o dentro venivano attaccati anche degli animali,
sempre fatti di ferula, che rappresentavano la vita contadina dell'epoca.

 

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Giochi delle bambine.

 

 

"Le cinque pietre"

Per questo gioco servivano appunto cinque piccole pietre
tonde e lisce che venivano
lanciate in aria.
L'abilità consisteva nell'afferrare
le altre pietre da terra
mentre una era in volo.

 

 

"Pupias"

All'epoca erano rare le bambole
e allora le bambine si divertivano
a costruirsele da sole, utilizzando ritagli di stoffa e lana per i capelli;
venivano anche realizzati vestiti
e accessori (borsettine, scarpette,
cappellini).
I genitori o i nonni costruivano
anche casette di legno con relativi
mobili e accessori vari;
inoltre con il sughero
venivano realizzate le cullette chiamate "jogulos",
che le bambine arricchivano
con copertine fatte a mano
con ritagli di stoffa o di lana.

I giochi di società maggiormente svolti dalle bambine erano:

"Quadretti"

Chiamato ora "Paradiso".
Per fare questo gioco si disegnava
per terra un percorso
composto da un quadrato
diviso dalle diagonali e due rettangoli che rappresentavano
le due caselle di partenza
e di arrivo. Il gioco consisteva
nel lanciare una pietra
nella prima casella e, saltellando,
trascinarla col piede in tutte
le altre senza mai toccare le righe
o fermarsi (se non nella casella "riposo").
Vinceva la gara chi riusciva
a realizzare più percorsi
senza infrangere le regole.

 

 

 

"Cinchirinau"

Consisteva nel realizzare salti
con la corda isolatamente
o in gruppo: due bambini giravano
e gli altri saltavano a turno.
Vinceva chi riusciva a realizzare
più salti senza mai fermarsi.

 

"Cua Cua"

L'attuale "nascondino".
Assieme al gioco
dei "quattro cantoni" si faceva
normalmente nelle lunghe sere
estive in "sas carreras"
o nella piazza, mentre i genitori
e gli anziani prendevano il fresco
seduti davanti ai portoni.

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Anno scolastico 2002-2003

I bambini della V elementare di Tula hanno svolto un lavoro di ricerca sugli ANTICHI GIOCHI TULESI.
Hanno intervistato familiari e persone anziane del paese
raccogliendo interessanti informazioni.