LABORATORIO
"BIDDA MIA"
IL
MIO PAESE: NUGHEDU SAN NICOLO'
PROGETTO
LINGUA ITALIANA-LINGUA SARDA
A.S. 2005-2006
GIOCHIAMO A… FARE GLI STORICI
1.
ORIGINE DEL NOME "NUGHEDU"
Secondo
alcune teorie,
ma soprattutto per gli studiosi più moderni,
il nome deriverebbe dal latino “Nucetum” (noceto),
a causa degli abbondanti alberi di noci
che sino agli inizi del ventesimo secolo costeggiavano gli orti
lungo il Rio di Lichitu,
nella vallata che porta all’abitato di Nughedu.
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Nella seconda metà dell’ottocento il nome è indicato nella carta dell’Istituto
Geografico Militare
come Nughedu di San Nicolò, per almeno due motivi:
per non confonderlo con l’altro Nughedu di Sardegna, che chiamano Nughedu
Santa Vittoria;
per dare il nome di San Nicolò che si dice abbia salvato il paese da
un diluvio
che minacciava le case il giorno 6 di Dicembre alla fine dell’ottocento.
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2.
DATI GEOGRAFICI
Nughedu è un paese della provincia di
Sassari.
Ha 68 kmq di superficie, è situato ad un'altezza di 577 metri
sul livello del mare
e si trova a nord della Sardegna.
Confina a nord con Ozieri, a est con Pattada, a sud-est con Bultei,
ad ovest con Ittireddu, a sud con Anela, Bono e Bonorva.
Fa parte della sesta comunità montana del Monte Acuto.
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Il
territorio di Nughedu è molto vasto e montuoso, ricco di
boschi
(con alberi di noci, sughere, lecci, querce) e siti archeologici
(caratteristiche ben sintetizzate nello stemma comunale).
Tale
territorio è sfiorato dalle catene del Marghine e del Goceano,
ha forma rettangolare ed è costituito da una serie di colline
alte intorno ai 600 m, con qualche punta alta 700-800 m.
La massima
altezza la raggiunge Monte Pirastru con 847 metri.
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Lo stemma
di Nughedu
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I rilievi
montuosi
NORD
M.de su Tanchittu (672m.); M.su Pianu (669
m.); S. Pedru (608 m.)
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OVEST
M.Sa mela (747 m.); M.Millones
M. Ferularzu (798 m); M.Doddi (736 m.); M.Ferularzu (716 m.)
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EST
M.Crabiles (655 m.);
M.Punta de sa buade (785 m.); M.Funtana Ruja (731 m.)
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SUD
M.de Carade (811 m.); M.Pirastru (841
m.); Sa serra (743 m.);
M.Nòsconos (807 m.); M.S’ùlumu (783 m.); M.Pedrosu (790 m.)
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La tipologia del territorio a sud del paese
è quella granitica, ma anche trachitica e calcarea.
E' affascinante soprattutto per le rocce, abilmente modellate dalla
natura, per grossi massi scavati
che formano vere e proprie grotte utilizzate in diverse epoche come
sepolture,
abitazioni e ricovero di animali.
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3.
PROFILO STORICO
Il territorio di
Nughedu è stato oggetto sin dai primi anni dell’ottocento dell’attenzione
di numerosi studiosi
e ricercatori, che attribuiscono al territorio importanti reperti riferibili
alle diverse età storiche.
Il territorio infatti offriva un habitat favorevole all’insediamento
umano sia abitativo che sacro sepolcrale,
in età preistorica, come documentano nel territorio i numerosi
ipogei scavati nella roccia,
(che nell’immaginario collettivo sono indicate come Domus e’ Janas
o Domo e’ Pudda).
Le necropoli di particolare interesse sono quelle di Su Canale, S’istrìa
e Pianu Edras,
che conservano ancora testimonianze di architettura, scultura e pitture
preistoriche
e della sfera religiosa e culturale, fondata sul culto della dea Madre
e del toro, simboli della fertilità.
La necropoli di Su Canale consta di due ipogei che si aprono
su due registri diversi di roccia trachitica.
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La necropoli di S’Istrìa
comprende invece 4 ipogei, il quarto dei quali fa pensare a complessi
rituali legati al culto.
Non lontano da questa necropoli, sul costone di tuffo trachitico in
disfacimento si aprono i sei ipogei
di Sas Concheddas e di Pianu Edras, che hanno subito devastazioni
per l’utilizzo come ricovero del bestiame.
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Nughedu ha una profonda storia, segnata da diversi passaggi di epoche,
se teniamo conto delle domus de janas e degli avanzi nuragici
sparsi in tutto il territorio.
L’età nuragica è rappresentata dalla presenza nel territorio
di nuraghi, tombe dei giganti, pozzi e un sacello.
In regione Chea de Mura, tale periodo è testimoniato dal nuraghe
“Orversa", detto anche "Talereddu",
o "Nuraghe Mannu". A Sas Coas dal nuraghe e dalle domus
de janas, in località Cuccuru Mudeju da un sacello.
Dell’età romana si hanno labili testimonianze, a parte la presenza
di alcune tombe romane
presso la chiesa di S.Cosma e Damiano e di due braccialetti in bronzo
e un frammento di grande ziro,
rinvenuti in un pozzetto interno della grotta di Sa Conca e S’Abba.
Nel passato più recente, e precisamente nel periodo della ripartizione
della Sardegna in Giudicati e Curatorie,
Nughedu dal secolo XI fino al 1272 fece parte nel Giudicato di Torres
della Curatoria omonima,
acquisita nella seconda meta’ del 200 dal giudice di Arborea.
Diventò anche capoluogo di Curatoria comprendente i villaggi
di Bisarcio, di Itiri Fustialbo, di Ardara e di altri…
e Donnu Pedru de Attene fu il curatore dal 1193 al 1221.
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4.
SPECIALITA’ GASTRONOMICHE
La cucina nughedese ha conservato inalterati
moltissimi piatti conosciuti anche in passato
che ancora oggi si possono trovare sulle tavole imbandite.
Dal vino alle carni e ai salumi, dai formaggi ai numerosi dolci,
(pabassinos, casadinas, cattas, copulettas, seadas, tiliccas, amarettos,
bianchinos, biscottos,
su cabude dolce tipico per il primo giorno dell’anno).
La tradizione è viva e salda. Ai visitatori si consiglia di gustare
il ”pan’a fittas”,
(ottenuto da spianate tagliate a pezzi e bollite come la pasta…)
la cui tradizione impone che si mangi tutti assieme nella piazza del
paese il 29 giugno,
il giorno di S. Pietro e Paolo, giorno in cui si fanno sos fogarones.
Nel territorio di Nughedu si coltiva la vite da cui si ricavano pregiati
tipi di vino.
Ci sono anche diversi tipi di liquori.
Mmm...
Mmm... Che bontà!!
Su pan'a
fittas
Si tagliano a pezzi le spianate dure, si mettono dentro l’acqua bollente
e salata, dopo una prima bollitura,
si aggiunge dell’acqua fredda in modo da far arricciare il pane.
Infine si scola e si condisce con formaggio pecorino grattugiato,
sugo fatto con basilico e pomodori freschi.
Su cabude
de capuanne
Per la pasta: 1kg di semola, 600g di strutto, acqua calda e un pizzico
di sale.
Per il ripieno: miele, marmellata, mandorle tritate, zucchero, scorza
di arance, pane grattugiato.
Dopo aver impastato la semola con l’acqua e lo strutto, la si stende
col mattarello,
dandole una forma ovale. All’interno di questa si mette il ripieno
e si ricopre con un altro strato di pasta,
la si chiude e con una rondella oppure con le dita si attorcigliano
i bordi della pasta. Si cuoce nel forno.
Questo dolce si faceva e si fa anche oggi per augurare il nuovo anno
e la tradizione vuole che venga rotto in testa al più piccolo della
famiglia.
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5.
STRUTTURA URBANISTICA
Nughedu sin dai tempi più antichi è strutturato
in diversi rioni (zone e quartieri), i cui nomi si perdono nel
tempo:
Piatta, Piattedda, Locoroju, Sant’Antoni, Santu Bustianu, Santu Pedru
e Su Adu.
Il più antico presumibilmente è “Su Adu”, sorto su delle sorgenti.
”Su Adu”, infatti, vuol dire “Il guado”. Il suo territorio arriva sino
alla grande fontana di Nughedu,
detta “Funtana Casches”, la quale andava a irrigare i grandi orti del
paese che ora non si trovano più.
I rioni del paese erano chiamati così in base alle caratteristiche che
c’erano in quella zona, come le chiese,
che danno il nome ai rioni:
Sant’Antoni (dove le case sono nei pressi della chiesa),
Santu Bustianu (dove la chiesa del santo si trova in mezzo) e
Santu Pedru.
Piattedda, la piccola piazza che va dal tabacchino all’ufficio
postale; una volta era la piazza del mercato del paese.
Piatta, la piazza principale del paese con le case che vi sono
intorno.
Questa piazza quadrata, ancor oggi comprende tre dignitose palazzine
di 3-4 piani, dove compaiono le altane,
le terrazze coperte con colonne tipiche di Ozieri.
Sa Piena che andava dalla piazza vicino alla banca.
L’origine del nome “Locoroju” non è sicura, si pensa possa essere qualche
soprannome di alcune famiglie
che vivevano in quella zona.
A Nughedu, come in molti paesi, c’era la Via Poveri che per fortuna
non esiste più, sono rimaste solo baracche vuote.
Appena fuori dal centro abitato si trova il rione de “sas Costes de
sas Fuscas”, dove, nell’antichità,
si impiccavano i ladri e gli assassini e il rione “sa Costa e su bandu”,
nei pressi di una collinetta
dove si davano i bandi.
Piatta,
Piattedda,
Locoroju, Sant’Antoni
Santu Bustianu, Santu Pedru
Su Adu
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Particolari delle case antiche
Il paese presenta due aspetti principali che corrispondono a due grandi
periodi della sua storia:
la storia nuova (recentissima e moderna) e la storia vecchia (antica).
E’ facile riscontrare caratteri architettonici diversi che si fondono
tra loro:
basta soffermarci ed osservare con attenzione gli edifici che si affacciano
alla piazza principale del paese,
per poter notare come elementi classicheggianti e inclinazione tardo-liberty
abbelliscono finestre e portali dei palazzi.
In alcune case si possono ammirare antichi
stemmi familiari, simboli e affreschi
che però oggigiorno non sono valorizzati e sono quindi facilmente rovinabili
dal tempo.
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6.
LE
CHIESE DEI SANTI: CHIESE CAMPESTRI E... DI CITTA'
La chiesa di S. Antonio sovrasta il paese.
La sua costruzione risale circa al 600, e subì variazioni strutturali
nel corso dei secoli.
Da notare una croce bizantina scolpita sull’architrave dell’ingresso
laterale.
La chiesa di S. Pietro si erge seminascosta dalla vegetazione sulla
cima di un colle che sovrasta il paese,
costruita a pietra a vista fra il ‘500 e il '600, è stata restaurata
negli anni ’80.
La chiesa di Nostra Signora de "Su canale", si erge in posizione
dominante sull’orlo di un precipizio
nella valle de Su canale, luogo abitato dagli albori dei tempi e un
tempo crocevia e passaggio quasi obbligato.
E’ stata costruita negli anni 20 per volonta’ di Pio IX.
La chiesa di S. Cosimo e Damiano, si erge su un declivio in aperta campagna.
E’ di epoca tardoromanica.
La chiesa di S. Sebastiano si erge nella omonima piazza, costruita nel
XVIII sec.
Presenta un ampio portale nel prospetto principale, sovrastato da un
arco in pietra trachitica.
La Parrocchia di S. Nicola sorge sulle rovine dell’antica parrocchiale
e degli oratori di S. Croce e del Rosario,
che erano siti accanto alla chiesa Maggiore, distrutti per l’innalzamento
della nuova parrochiale
negli anni 60 del XX sec.
La Parrocchia è famosa per conservare al suo interno un dipinto murale
di Aligi Sassu.
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7.
STRUTTURE RICETTIVE, SPORTIVE, SERVIZI SOCIALI
A Nughedu c’è un campo sportivo in terra battuta, una palestra coperta
abbinata alla scuola Media.
A Monte Pirastru c’è una struttura d’accoglienza che consta di cucine,
bagni e stanze
che possono essere adibite a dormitori.
Esternamente ha un grande piazzale e uno spazio dove sono sistemate
delle panche e dei tavoli.
Questa struttura è un progetto voluto dalla Comunità Montana, sorto
con tutti i buoni propositi,
ma purtroppo è poco utilizzata dai nughedesi.
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8.
MANIFESTAZIONI E APPUNTAMENTI IMPORTANTI
Le maggiori manifestazioni non sono per il patrono San Nicola, ma per
S. Antonio,
cui è dedicata la festa principale la domenica successiva al ferragosto,
sia in paese che in campagna.
Della realizzazione e del buon andamento della festa principale si occupa
il comitato di S. Antonio Abate.
La festa si divide principalmente in due fasi: una laica e una religiosa.
La prima muta in base ai gusti e alla disponibilità economica del comitato,
l’altra è immutata da secoli,
con la processione composta da fedeli a cavallo ed a piedi che accompagnano
il santo dalla chiesa principale
di S. Nicola, nella quale la statua è custodita, fino alla chiesa fuori
paese.
Si tengono anche altre due sagre campestri: l’ultima domenica di maggio
per Nostra Signora de Su Canale
(culminante in un pranzo all’aperto, offerto a tutti i presenti), da
sempre considerata protettrice
degli allevatori della zona, e l’ultima domenica di settembre per i
santi Cosma e Damiano.
Un posto importante occupano anche Sos Cantigos a sos Trese Rese
il 5-6 gennaio,
e Sos Fogarones per S. Giovanni e S. Pietro, per il quale vi
è la contestuale sagra de “sas pan'a fittas”
(piatto tipico del territorio).
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