"TANTE STORIE PER IMPARARE"

A.S. 2009/2010
(DELIBERA REGIONALE N° 51/7 DEL 24.09.2008)



 

PREMESSA

Il laboratorio “Tante storie per imparare” è nato dall’idea di stimolare nei bambini logica,
creatività, fantasia e immaginazione.
Finalmente i bambini hanno potuto essere protagonisti attivi, hanno potuto vivere le storie inventate da loro attraverso la concatenazione degli eventi, scoprire soluzioni, decidere come,
cosa e quando far agire i loro personaggi e infine quali personaggi utilizzare in ogni singola storia.
Abbiamo scelto di procedere con gradualità, anche tenendo conto dell’età dei bambini,
siamo perciò partite dal proporre un’immagine che rappresentava quattro elementi stimolo
con i quali gli alunni avrebbero dovuto costruire la prima storia.
Per le storie successive invece si è proceduto con delle parole chiave,
inizialmente scelte estraendole a sorte, dopo averle selezionate suddividendole tra personaggi, luoghi, tempo, condizioni atmosferiche ecc.
La partecipazione degli alunni è stata sempre positiva ed entusiasta:
tutti hanno saputo offrire soluzioni, scoprire espedienti per rendere le storie più accattivanti, rispettare i tempi e la coerenza narrativa.
Alla fine ogni storia è stata riportata per iscritto e raffigurata, nei suoi punti salienti,
da rappresentazioni grafiche inerenti.


La produzione finale è stata la creazione di un “libro” che ogni bambino ha reso personale
con le proprie illustrazioni.

Le insegnanti: Rosalia Maria Pala e Sara Cannas

Torna su

 

 

 

 

LE STORIE INVENTATE DAI BAMBINI

CINQUE AMICI E IL FLAUTO MAGICO

 

In un villaggio di montagna, vicino ad una cascata e ad un grande bosco vivevano CINQUE RAGAZZI che si incontravano spesso al campo sportivo perché facevano parte della squadra
di calcio.


Dopo tanto tempo trascorso insieme diventarono amici per la pelle e cominciarono a frequentarsi anche fuori dal campo per vivere insieme meravigliose avventure.
In un giorno d' ESTATE decisero di andare a visitare una CASA MISTERIOSA di cui avevano sentito parlare dai grandi del villaggio, che si trovava in mezzo al bosco.


Durante il viaggio incontrarono un CANE che chiamarono Rex. Il cane portava al collo uno strano FLAUTO.
Decisero così di portarlo con loro: li avrebbe aiutati con il suo fiuto.


Dopo qualche ora di cammino arrivarono davanti ad una CASA.


Improvvisamente il grande portone d'ingresso si spalancò cigolando paurosamente: "Iiiiiiiiiiiii".
Lionel disse: "Su non abbiate paura, entriamo!"
Cristian però non era convinto che fosse una buona idea: "Torniamo domani, ormai è buio!"
Francesco intervenne: " Ma dai finiscila, fifone, entriamo ora!"
Pietro e Roberto annuirono: "D'accordo, entriamo".
Improvvisamente però il cane si fermò e annusò tutt’intorno, poi cominciò ad abbaiare furiosamente. Davanti a loro era apparso uno spettro dall'aspetto mostruoso.
Era magrissimo, alto quasi tre metri, aveva una spada che lo infilzava da parte a parte, perdeva molto sangue.
Appena vide i cinque ragazzi, sfilò la spada dal proprio corpo e cercò di aggredirli, ma Rex prese il flauto e cominciò a suonarlo.


Tutt'intorno si diffuse una luce bianchissima e abbagliante che bloccò il mostro e lo accecò.
Così i cinque amici poterono continuare ad esplorare la casa e trovarono un meraviglioso tesoro che portarono al loro villaggio.
Gli abitanti del villaggio li accolsero come eroi perché mai nessuno prima aveva avuto tanto coraggio.

 

 

IL DELFINO BIRICHINO

C’era una volta un DELFINO birichino a cui piaceva giocare con la palla e combinare tanti guai.
In un giorno d’ESTATE, mentre guizzava nel MARE e nuotava spensierato vide una bambina
che giocava in acqua con qualcosa che attirò la sua attenzione.
La bambina quel giorno aveva deciso di portare la sua BAMBOLA a fare il bagno con lei;
mentre nuotavano, il DELFINO birichino arrivò e le portò via dalle mani la BAMBOLA scambiandola per un pallone.
La bambina pianse disperata perché a quella BAMBOLA era particolarmente affezionata. Come avrebbe fatto ora senza di lei?
Il DELFINO accortosi che ciò che aveva rubato non era un pallone ma una BAMBOLA,
decise di riportarla alla sua padroncina e di chiederle scusa per averla fatta piangere.
Quando però arrivò in spiaggia scoprì che la bambina era già andata via perché era domenica
e doveva recarsi in CHIESA.
Il DELFINO allora decise di portare la BAMBOLA nella sua CASA sott’acqua e di custodirla fino a quando non avesse ritrovato la sua padroncina.
Col passare del tempo, però, il DELFINO si affezionò alla BAMBOLA e decise di tenersela
tutta per sé.
Dopo qualche tempo il DELFINO si avvicinò di nuovo alla spiaggia e vide la bambina
che scrutava il mare perché sperava ancora di poter ritrovare la sua BAMBOLA preferita.
Così capì di essere stato cattivo, si rese conto di aver sbagliato e perciò decise di restituire
la BAMBOLA alla bambina e di chiederle scusa per il suo comportamento.
La bambina fu di nuovo felice, diventò amica del DELFINO che tornò a visitare ogni tanto
con la sua BAMBOLA e passarono delle splendide giornate a giocare insieme.

 

 

 

L’AQUILONE E IL BAMBINO

In una nuvolosa e fredda giornata autunnale Antonello decide di andare fuori a giocare
con l’aquilone.
Una forte raffica di vento però fa sfuggire l’aquilone dalle sue mani.
Antonello cerca d’inseguirlo ma l’aquilone vola sempre più in alto finendo per attorcigliarsi
nei rami dell’albero vicino a casa sua.
Intanto, mentre il gatto Puffi dorme beato, sotto le foglie ai piedi dell’albero, sente la voce
del suo padroncino Antonello che gli dice: “Puffi aiutami, sali sull’albero, acchiappa
il filo dell’aquilone e riportamelo, così potrò ancora giocare”.
Il gatto, agilmente si arrampica e, mordendo il filo recupera l’aquilone.
Così, insieme, tornano a casa e si siedono vicino ad un bel fuocherello, al calduccio.

 

 

 

IL PALLONCINO ROSA DI CELESTE

Questa è la storia di Celeste, il suo palloncino rosa, una bella giornata di sole e una nuvola dispettosa.
Era una bella giornata di sole, Celeste decise di andare al parco col suo palloncino rosa.
Mentre giocava vide lo scivolo e le venne voglia di scivolarci.
Annodò il palloncino alla scaletta per non farlo volare via e cominciò a divertirsi.
Ad un certo punto arrivarono quattro nuvoloni grigi e dispettosi che fecero scoppiare un tremendo temporale.
Celeste, impaurita, corse verso casa sua ma durante il viaggio le volò via il palloncino.
Disperata cercò di riacchiapparlo ma il vento forte lo fece volare via e scomparire.
Celeste era molto dispiaciuta perché voleva di nuovo il suo palloncino.
Arrivò a casa che era tutta bagnata fradicia.
In lacrime raccontò la sua avventura alla mamma che l’abbracciò forte e la consolò.

 

 

FUMOLO

C’era una volta un DRAGO grande, rosso e dall’aspetto bizzarro che, quando starnutiva
sputava fuoco.
Aveva costruito la sua casa all’interno di una caverna lunga, buia e con tante gallerie,
abitata da ragni e pipistrelli, situata nel fianco di un vulcano attivo.
Era un drago sportivo, infatti gli piaceva tantissimo giocare a basket.
Viveva su un’isola misteriosa con tanti altri draghi ma lui era l’unico ad essere rosso, grande
e muscoloso.
Un giorno FUMOLO, così si chiamava il nostro drago, decise di andare a perlustrare le città
della terraferma.
Nel suo girovagare incontrò un CONTADINO che andava a caccia di CINGHIALI e siccome
era allergico alla pelle degli umani, cominciò a starnutire.
Purtroppo i suoi starnuti causarono un grossissimo incendio in tutta la foresta che cominciò
a bruciare velocemente a causa delle tante foglie secche che l’AUTUNNO aveva ammucchiato
ai piedi degli alberi.
Anche il vento fece la sua parte facendo piovere cenere da ogni dappertutto.
Il povero FUMOLO era molto triste e dispiaciuto perché non era sua intenzione provocare
un tale disastro.
Così mentre si guardava intorno alla ricerca di una soluzione vide un piccolo CINGHIALE
circondato dalle fiamme.
FUMOLO decise di aiutarlo e volando sulle fiamme lo salvò portandolo sulle spalle fino ad un CAMPO DA BASKET dove il fuoco non sarebbe potuto arrivare.
Accortosi che gli animali da salvare erano tanti, il drago chiamò in suo aiuto i suoi amici draghi
per portare in salvo tutti gli animali del bosco.
Finalmente, quando il pericolo era passato e tutti si sentirono tranquilli decisero di organizzare una partita tra la squadra degli animali della foresta e la squadra dei draghi.
Il drago Fumolo era soddisfatto e felicissimo perché aveva realizzato il suo sogno che era
quello di fare una divertentissima partita a basket.

 

 

 

IL PICCOLO ABETE

Nel bosco viveva un piccolo abete senza i suoi genitori che erano stati tagliati per farne della legna per l'inverno.
Si sentiva tanto solo perciò cercava di fare amicizia con gli altri alberi del bosco,
però loro non lo volevano perché era ancora troppo piccolo e pensavano che lui non sapesse
fare nulla.
I suoi rami erano ancora talmente deboli che gli uccelli non potevano farci nemmeno il loro nido, anche perché sarebbero stati troppo in basso per sentirsi al sicuro.
Il piccolo abete si sentiva molto triste e solo, non si divertiva perché non aveva nessuno che
gli facesse compagnia.
I folletti del bosco si impietosirono e decisero di farlo felice giocando con lui.
Il piccolo albero voleva giocare al Natale di cui aveva sentito parlare un po' di tempo prima dai suoi genitori.
I folletti lo accontentarono e, con una magia, lo fecero diventare il più bell'albero di Natale che
si fosse mai visto: aveva tante palline di tutti colori e dei bellissimi fili che risplendevano con la luce del sole e i raggi della luna.

Gli altri alberi all'inizio erano invidiosi ma poi capirono che si può essere amici anche se si è diversi. Così il piccolo abete non si sentì più solo, perché aveva conquistato l'amicizia degli altri alberi
e dei piccoli folletti del bosco.
Ma l'abete era preoccupato perché temeva che una volta passato il Natale, senza le sue decorazioni, gli altri alberi non l'avrebbero più voluto.
Però ben presto capì che l'amicizia non dipende dall'aspetto, ma da quanto si sta bene insieme perché si amano gli stessi giochi, ci si fida, ci si rispetta e si possono condividere dei piccoli segreti.
Perciò da quel momento l'abete non fu più solo.

 

 

FULMINE 

In una bella giornata di PRIMAVERA, in un campo pieno di FIORI, passeggiava un CAVALLO.
Si chiamava Fulmine e aveva sempre sognato di vivere libero e felice in un grande bosco.
In realtà abitava in una fattoria chiuso in una stalla.
Fulmine aveva un padrone bravo e gentile che si occupava ogni giorno di lui: gli dava da mangiare, lo spazzolava e lo portava a spasso.
Un giorno Fulmine si accorse che il padrone aveva lasciato il cancelletto della stalla aperto e
decise di andare ad esplorare il mondo. Mentre si guardava intorno vide delle nuvole e decise
di raggiungerle perché voleva fare una gara di corsa con loro pensando che fossero dei piccoli CAVALLI lontani.
Avrebbe tanto voluto diventare loro amico.
Ad un certo punto però da quegli “strani cavalli” cominciarono ad uscire dei LAMPI enormi e
luminosi e subito dopoi TUONI che facevano un incredibile frastuono.
Fulmine si spaventò tantissimo e ritornò dal suo padrone pensando che nella fattoria sarebbe stato più al sicuro.


 


>
TANTE STORIE PER IMPARARE