PRIMARIA SAN GAVINO
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DIDATTICA
DELLA STORIA
IN TERZA

DIDATTICA DELLA STORIA IN CLASSE TERZA

SCUOLA PRIMARIA "SAN GAVINO"
A.S. 2008-2009

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


PREMESSA

Un corso di didattica della storia con il professor Ivo Mattozzi è stata l'occasione per tentare un percorso interessante con una classe 3^ della scuola pimaria di Ozieri "San Gavino", per raggiungere obiettivi formativi attraverso un lavoro laboratoriale modesto.

La documentazione dell'itinerario didattico conserva la forma di scambio di email tra me e il prof, per conservare l'originario spirito di confronto e di richiesta di consigli a un formatore da parte di una docente.

Chi volesse approfondire i temi dell'insegnamento della storia veda il sito

CLIO 92, Associazione di insegnanti e ricercatori sulla didattica della storia.

 

L'insegnante Francesca Sotgia

 

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PRIMA PARTE
DALLA LINEA DEL TEMPO ALL'IDEA DI STORIA

 

Caro prof. Ivo Mattozzi
il corso di formazione sulla didattica della storia, da lei tenuto nella nostra scuola è stato molto stimolante,
per cui ho voluto sperimentare alcune sue proposte.
Eccole un resoconto della prima parte del lavoro svolto con la classe 3^ A della scuola pimaria
di Ozieri "San Gavino", nell'anno scolastico 2008-2009. Questa prima parte è precedente al suo corso.

Ad ogni segmento del percorso didattico farò corrispondere uno o più materiali prodotti per/con i bambini.

A ottobre-novembre io e la classe abbiamo lavorato su concetti temporali e termini legati alla cronologia.

A dicembre-gennaio sono stati approfonditi i concetti cronologici, con rilevamento di preconoscenze
e costruzione della linea del tempo (nel documento ci sono due parti da collegare) su cui esercitarsi
a situare fatti storici o civiltà.
Un grande cartellone visualizza il lavoro in cui si riordinano le immagini storiche scelte.

Da una conversazione sul senso di ciò che stavamo facendo è nata una scheda di sintesi con le opinioni dei bambini. La domanda posta era la seguente:
“Che cosa avete imparato dal lavoro di storia sulle civiltà della pietra? Perché lo abbiamo fatto?"

Ecco le prime riflessioni dei bambini, che permettono di accostarsi al complesso significato della storia e su cui ritorneremo negli anni seguenti.

TITOLO ALUNNO

"......................................................................”

TITOLO ALUNNO

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TITOLO MAESTRA

Come vivevano i popoli del passato?
I “quadri di civiltà”.

TITOLO MAESTRA

La cronologia storica:
la storia degli uomini nel tempo.

Secondo me abbiamo fatto questo lavoro:

  • per capire come vivevano gli uomini antichi, (Rachele B. e Valeria)
  • per imparare quello che facevano gli uomini primitivi, (Rachele A.)
  • per imparare notizie che non sapevamo sulle cose che facevano gli antichi. (Salvatorica)

Io ho imparato che…

  • gli uomini di tanto tempo fa erano molto bravi perché costruivano vestiti, archi, case. Gli Egiziani costruivano le piramidi; (Ilaria)
  • gli uomini hanno imparato a fare i vestiti e le coperte per coprirsi; (Alessia)
  • che gli uomini preistorici uccidevano gli animali, tipo le pecore, e “le staccavano” la lana. (Chiara)


Secondo me abbiamo fatto questo lavoro:

  • per capire in che tempo vivevano quelle civiltà, (Elisa)
  • per capire i periodi di storia, (Elia)
  • per capire la storia degli uomini dal Paleolitico a oggi, sistemandola nei periodi giusti. (Gabriele)

In questo lavoro:

  • ho imparato la storia degli uomini negli anni della storia, (Filippo)
  • ho imparato che la storia studia gli anni in cui erano esistiti gli antichi uomini. (Davide)

Io penso che abbiamo imparato tante cose degli anni, dei tempi. (M. Francesca)

In questo lavoro ho capito che il paleolitico è un periodo molto lontano da questi giorni. (Matteo)

 

 

TITOLO ALUNNO

"................................................

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TITOLO ALUNNO

"................................................

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TITOLO ALUNNO

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TITOLO MAESTRA

Abbiamo avuto una eredità importante

TITOLO MAESTRA

Le nostre opinioni (i nostri giudizi) sui popoli del passato

TITOLO MAESTRA

Un’idea da verificare…

(Ma davvero nel tempo le civiltà si sviluppano continuamente?)

Ho imparato che se non ci fossero stati gli uomini primitivi, gli egiziani e gli altri uomini, noi non ci saremmo stati. (Daniele)

Ho capito che senza il loro aiuto noi non avremmo potuto inventare: la stoffa, i piatti e tante altre cose. (Angelo)



Abbiamo fatto questo lavoro per capire che pure se gli uomini erano antichi erano molto intelligenti. (Luca e Mattia)

A me è piaciuto perché gli uomini del Neolitico sapevano costruire tante cose, erano degli inventori. (Claudia)

Ho imparato che gli uomini lavoravano il legno, cucivano... Sono cose molto interessanti che mi hanno colpito. (Riccardo)

Da questo lavoro ho capito che gli uomini si sono sviluppati e hanno imparato a fare molte cose. (Claudio)






 

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SECONDA PARTE
TENTATIVO DI INDAGINE STORI
CA A PARTIRE DAGLI OGGETTI

 

A fine gennaio ho iniziato il lavoro sul quadro della nostra civiltà, a partire dall’osservazione “ragionata” di alcuni oggetti d’uso attuale. Ho fornito lo schema per l'indagine sugli oggetti da lei suggerito, però adattato, in quanto ho voluto chiarire ogni punto dello schema con domande esplicite.

Abbiamo esaminato oggetti legati all’alimentazione e alla conservazione dei cibi, oggetti riferiti all’arte e anche alcuni giocattoli. Il lavoro è interessantissimo e fecondo.

Io ho fatto qualche riepilogo dei lavori individuali usando lo stesso schema precedente.
Poi mi sono accorta che era più utile conversare, perché le idee che i bambini avevano sulla nostra civiltà a partire da un oggetto non si disperdessero: aiutarli a riflettere sulle deduzioni e sui “valori” (il termine da lei suggerito, prof) della nostra attuale civiltà è stata la cosa più difficile, ma anche la più bella per la ricchezza di idee emerse dal gruppo di alunni.

A partire da un pentolino d’acciaio è nato il testo storico collettivo "Le nostre idee su un pentolino d'acciaio”.

 

LE NOSTRE IDEE SUL POPOLO CHE USA UN PENTOLINO D’ACCIAIO (IL NOSTRO POPOLO)

Elia ha portato a scuola un pentolino d’acciaio che usa a casa sua.

Noi lo abbiamo esaminato come oggetto storico e ci sono venute in mente tante idee sul nostro popolo.

Il nostro popolo usa il pentolino per bollire dei liquidi, forse per cucinarli. È quindi un popolo che consuma liquidi dopo che li ha cotti.

Sa scegliere cosa cucinare e cosa mangiare o bere anche senza cottura.

È un popolo che sa produrre l’acciaio, infatti sotto il pentolino c’è scritto “Made in Italy”.
L’Italia dunque ha delle industrie dove questo oggetto è stato realizzato.

Il nostro popolo conosce le materie prime, cioè i minerali, che servono per fare l’acciaio; usa dei macchinari adatti. È un popolo tecnologico.

Forse con l’acciaio realizza tanti oggetti diversi.

Forse questo contenitore può essere usato per metterci dentro liquidi diversi: ci si potrebbe bere il latte per nutrirsi, l’acqua per dissetarsi, qualche altra bevanda dal sapore dolce e gradevole.

Un largo beccuccio fa pensare che si possano versare liquidi da questo contenitore a un altro. Questo popolo perciò usa contenitori di diversi tipi (anche quelli dove si versano dentro le bevande calde).

Al nostro popolo piacciono oggetti carini: questo pentolino ha una forma arrotondata e simpatica, una superficie liscia al tatto, luccicante e lucida, che riflette le immagini.

Può darsi che il contenitore servisse per piccoli oggetti: quel popolo, allora, sarebbe ordinato nel conservare piccole cose.

Chissà se quel pentolino aveva un tappo… Se lo avesse avuto pensiamo che sarebbe servito per impedire alla polvere e a piccoli animali di cadere dentro le bevande. Questo popolo amerebbe l’igiene, cioè la pulizia per conservarsi in salute.

II Circolo Didattico di Ozieri (SS) – A.S. 2008-2009
Lavoro collettivo della classe 3^ A di scuola primaria Ozieri “San Gavino”

 

Arrivata a questo punto, prof, mi stavo perdendo nel mare delle possibilità di sviluppo del lavoro.

In ansia mi dicevo: - Ma quando arriverò al quadro di civiltà attuale? E il quadro sull’epoca dei nonni? E il raffronto fra i due quadri? Mi serviranno due anni di tempo!

Alla ricerca di un’idea per descrivere la nostra civiltà in modo incisivo, poiché il tempo è molto poco, mi sono resa conto che… c’ero arrivata: questo testo di sintesi sul pentolino ha molti aspetti che fotografano il nostro popolo odierno. Per far emergere altri argomenti basta far lo stesso con un’altra fonte, che metta in evidenza aspetti nuovi. Sto pensando a una “borsa-frigo”, a un libro, a un lettore dvd, all’icona religiosa…

Oppure raffrontiamo voce per voce tutte le osservazioni sintetizzate nella tabella, lavoro immane, ma si può scegliere solo qualche voce: materiali e produzione, funzione, circolazione. Il metodo comunque sarà sempre lo stesso: conversazione e testo collettivo.

 

1^ risposta prof

Cara Francesca

ho letto l'interpretazione del "pentolino". E' perfetta, dal mio punto di vista, per la sua capacità di dare il senso dello sguardo e del ragionamento archeologico. Mi pare di sentirci l'aggiustamento della maestra.
Ma credo che i bambini siano stati abili a produrre le inferenze.
Credo che l'esercizio sia stato di grande potenza formativa.
Non occorre voler fare grandi quantità, quando si raggiunge un livello così alto. Ai bambini serve per capire come si conoscono le civiltà antiche, come lavora cognitivamente l'archeologo. Poi gli serve capire come si descrive una civiltà. Per questo si possono fare alcuni altri esercizi di questo genere, ma possono bastare le informazioni possedute per preconoscenze. Non c'è bisogno di esaurire tutto o di essere dettagliati su tutto. Conta che i bambini si sentano membri di una civiltà che si può descrivere. E che ci sono procedure per produrre e per organizzare le informazioni in testi che possono formare o essere alla base di un cartellone riassuntivo.
Anche per la civiltà dei nonni (non è obbligatorio farla, ma in una logica di teorizzazione del curricolo, utile) ci si può limitare ad alcuni aspetti che rivelano le permanenze e alcuni che mostrano i grandi mutamenti. Il confronto viene poi da sé. Chissà quante volte i bambini sentono "ai miei tempi non era così"....
Insomma, la misura del fattibile e dell'evitabile è data ovviamente dai bambini e dalle loro risposte, ma anche dalla intensità di quel che hanno appreso.
E la misura la decide l'insegnante sul campo non il teorico.
Del resto in terza non è obbligatorio arrivare a trattare molti argomenti di storia: si può rimandare alla quarta anche la civiltà del Paleolitico.

Ivo Mattozzi

 

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TERZA PARTE
GLI OGGETTI CI PARLANO DELLA CIVILTA' ATTUALE

 

Io scrivo di nuovo a prof Mattozzi

Concludo l’operazione di documentazione delle attività di storia svolte con i bambini della 3^ A di scuola primaria “San Gavino” – 2° Circolo Didattico di Ozieri.

Premetto che nella classe sono docente dell’ambito antropologico e pure di lingua italiana, per cui ho organizzato le unità didattiche in ottica multidisciplinare e senza porre troppi limiti alle ore da destinare alla storia.

Nel mese di marzo è proseguito il lavoro sul nostro quadro di civiltà attuale a partire dall’esame di oggetti d’uso.

Lei mi diceva che nel testo sul “pentolino d’acciaio” si vedeva l’impronta della maestra.

Io questa osservazione l’ho presa come un suggerimento e una sfida.

Così ho proposto ai bambini la realizzazione di testi individuali dal titolo: “Le mie idee sul popolo che usa… (a scelta) un CD musicale, o un libro, o una bottiglietta di plastica, oppure una borsa frigo”.

Ho provato a chiedere ai bambini di riflettere sulle vecchie informazioni riepilogate in tabelle e schemi.

La cosa più difficile per loro è stato lo spostamento del centro di attenzione dall’oggetto in sé alla gente che lo usa. Inizialmente avevo detto: “Immaginate di mettere degli occhiali speciali che vi facciano vedere l’immagine del popolo che ha questo oggetto: cosa fa quando lo usa, come se lo è procurato, perché avrà scelto proprio un oggetto così, ecc. ecc.”

Con la metà circa della classe, queste indicazioni sono state sufficienti per far scrivere elementi interessanti. Con gli altri (che descrivevano persistentemente l’oggetto) è stato necessario fornire un aiuto sintattico, infatti ho chiesto che ogni loro pensiero-frase iniziasse più o meno così: “Chi usa questo oggetto, forse….
Il popolo che lo utilizza… Le persone che lo usano…” Insomma inserendo il soggetto logico adatto quasi tutti hanno proseguito da soli.

(Ecco qualche testo individuale, dove le revisioni del professor Mattozzi sono evidenziate).

Successivamente ho guidato una conversazione per classificare tutte le loro idee per argomento.
Mi interessava che gli alunni avessero idea della gran quantità di aspetti che si possono ricavare su una civiltà e che individuassero la tipologia di una informazione (se relativa ai processi di produzione, a gusti estetici, a modalità di comunicazione…) per avere strumenti cognitivi per organizzare le informazioni.

 

2^ risposta prof

Ecco come si comincia a far ragionare sugli oggetti al modo degli archeologi.
L'esperienza serve per la transizione allo studio delle civiltà e per l'educazione all'uso delle fonti, per la produzione delle informazioni inferenziali.
Il soggetto "il popolo" dovrebbe essere precisato con "nella civiltà", "nella società", c'è qualche scorrettezza logica in alcune inferenze (che fa parte del gioco e la mia non è una censura), ma il modello funziona e si potrebbe sviluppare con altre inferenze a catena.

Ivo Mattozzi

 

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QUARTA PARTE
I POSTER DEI QUADRI DI CIVILTA'

 

Mentre pensavo (ancora!) a quali aspetti privilegiare per fare il poster sul nostro quadro di civiltà, così programmavo nella mia agenda:

"Leggere e comprendere testi informativi sul Paleolitico:
lettura di brani sugli uomini primitivi, osservazione di immagini, ricerca di termini sul dizionario, conversazione, simulazione di situazioni esemplificative.
Riferire informazioni per iscritto e a voce".

Ho insomma lavorato su un doppio binario: il presente e il passato più remoto.

Perché correre verso lo studio della civiltà del Paleolitico? Devo essere sincera. In primis perché mi sono spaventata all’idea che avessimo finora fatto storia senza neppure studiare una pagina dal loro sussidiario.
Le famiglie erano state avvisate del metodo che avrei utilizzato, ma mi chiedevo se avrebbero accettato l’eliminazione (!) del classico studio sul libro. Anche io ne sentivo ora la rassicurante esigenza.

La seconda ragione per passare al libro di testo è che i bambini lo leggevano di nascosto, nei tempi morti. Erano insomma molto incuriositi e motivati.

Alcuni riferivano inoltre periodizzazioni confuse, e imprecise definizioni degli uomini primitivi.
Questa necessità di orientare la comprensione delle letture nonché di sistematizzare le informazioni è la terza ragione che mi ha spinto, in pratica, verso il Paleolitico, allontanandomi però dall’idea di affrontare la civiltà dei nonni.

Nel frattempo io e gli alunni avevamo scelto cosa descrivere del nostro tempo e come farlo. Gli aspetti sono stati in parte desunti dalla proposta del sussidiario Poster:

dove viviamo e in che ambiente,
come viviamo e come lavoriamo,
quali oggetti usiamo,
cosa sappiamo produrre,
in che religione crediamo,
quali passioni abbiamo,
come trasmettiamo le conoscenze.

La trasmissione di conoscenze l’abbiamo inserita per avvicinarci al senso del nostro essere a scuola, le passioni perché tanti degli oggetti che erano stati portati da casa si riferivano alla lettura per passione, all’ascolto della musica, al gioco, al gusto per il bello. La religione è stata voluta perché piace molto come disciplina (tocca in profondità) e poi quest’anno gli alunni hanno fatto la Prima Comunione…

È nato finalmente il testo collettivo sulla nostra civiltà da inserire nel primo cartellone.

QUADRO DELLA NOSTRA CIVILTA’ ATTUALE

Periodo: 2000 d. C.

 

QUALI PASSIONI ABBIAMO

 

Ci piace divertirci in vari modi: giocare o fare sport. Usiamo anche strumenti tecnologici (computer, videogiochi, playstation).

Leggere libri, giornali, fumetti.

Guardare la televisione e i film.

Imparare nuove cose.

Ascoltare musica.

Fare attività manuali.

Lavorare può essere una passione.

 

 

COME SI TRASMETTONO
LE CONOSCENZE

 

Nelle scuole o in altri luoghi.

Nei corsi per lavoratori.

Leggendo libri.

Navigando in internet.

Guardando alcuni programmi televisivi.

A voce.

Facendo vedere come si fanno le cose.

 

 

COME VIVIAMO e COME LAVORIAMO (*)

 

Abitiamo in case di città e paesi, come pure nelle campagne.

Abbiamo molte comodità e tanti servizi.

Viviamo in gruppi di varia natura.

  • Gruppi familiari stretti, di solito con genitori e figli; talvolta con i nonni.
  • Gruppi per imparare, come le classi scolastiche.
  • Gruppi di lavoro.
  • Gruppi di amici per attività piacevoli.
  • Gruppi parrocchiali.
  • Gli anziani vivono in famiglia o negli ospizi.

(*)

Alcuni lavoratori svolgono le loro attività all’aperto: allevatori, agricoltori e giardinieri, muratori, operatori ecologici.

Molti lavoratori svolgono le loro mansioni al chiuso: impiegati negli uffici (in banche, comuni), tecnici (anche satellitari), personale scolastico, personale medico, operatori nel settore alberghiero e ristoratori, commercianti, casalinghe, lavoratori delle industrie.

Ci sono anche lavoratori viaggiatori: rappresentanti, autisti di vari mezzi, persone che consegnano merci e posta.

 

 

COSA SAPPIAMO PRODURRE

 

Sappiamo produrre una grande varietà di oggetti.

Produciamo diversi materiali: acciaio, alluminio e altri metalli, plastica e materiali sintetici, ceramica, vetro, carta, colla, filati di lana, cotone, lino.

Produciamo numerosi alimenti.

Produciamo varie forme di energia.

La produzione di merci è soprattutto di tipo industriale: abbiamo industrie di tanti tipi.

Ci sono anche merci di produzione artigianale oppure “mista” (si usano materiali industriali e li si lavora in modo artigianale).

 

 

DOVE VIVIAMO e IN CHE AMBIENTE

 

Viviamo in Sardegna, in uno stato chiamato Italia che fa parte dell’Europa.

Viviamo in ambienti vari: collina, pianura, montagna, vicino al mare o ai fiumi o ai laghi.

Questi ambienti sono molto modificati dall’uomo.


 

 

QUALI OGGETTI USIAMO

 

Usiamo una grande varietà di oggetti, fatti di tanti materiali.

In casa ad esempio abbiamo…

  • Oggetti per mangiare e per bere, in ceramica, acciaio, vetro, plastica.
  • Oggetti per conservare cibi: frigo, freezer, contenitori adatti anche per il trasporto di cibi.
  • Oggetti per cucinare, in acciaio, legno, ceramica.
  • Elementi di arredamento.
  • Oggetti decorativi e artistici.
  • Oggetti per ascoltare la musica: stereo, radio, giradischi; lettori CD, DVD, MP3.
  • Oggetti per ascoltare informazioni e vedere immagini: televisione, computer, libri e giornali.
  • Telefoni vari.
  • Indumenti.
  • Biancheria per la casa.

 

Molti degli oggetti che utilizziamo in casa funzionano grazie all’energia elettrica.

 

Utilizziamo diversi mezzi di trasporto a motore, alimentati soprattutto con energia che deriva dal petrolio (benzina ecc.).

 

Usiamo soldi per acquistare varie cose. La nostra moneta è l’euro.

 

IN CHE RELIGIONE CREDIAMO

 

Nel nostro stato vivono persone di differenti religioni (cristiana, musulmana, taoista, ecc.)

La nostra religione principale è però quella cristiana cattolica.

Crediamo:

- in un unico Dio Padre, in suo figlio Gesù, nello Spirito Santo (= Trinità);

- che Dio si sia incarnato;

- che Gesù sia morto e risorto;

- che Gesù sia nella Eucaristia e che noi possiamo riceverlo nel nostro corpo.

Noi preghiamo, chi molto e chi poco.

Per la religione abbiamo luoghi chiamati chiese.

In chiesa il sacerdote celebra la messa: la gente partecipa e ci sono i chierichetti.

In chiesa si celebrano comunioni, cresime, battesimi, matrimoni; si fanno funerali.

Abbiamo gruppi parrocchiali.

Abbiamo le diocesi, guidate da un vescovo.

La guida più importante per i cattolici è il Papa. Ora c’è papa Benedetto XVI.

 

Un giorno in cui avevo pochi bambini presenti a scuola (ho una classe di 22 alunni),
ho poi colto la palla al balzo e ho fatto loro realizzare i testi sul Paleolitico,

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i disegni per il poster sul Paleolitico,
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le illustrazioni per il poster sull’età odierna.

 

Ogni mappa-cartellone è stata ricostruita quasi in miniatura sul quaderno, in doppie pagine affiancate.

Ai bambini è servita per lo studio in sintesi e la strutturazione di testi storici descrittivi di una civiltà.

Visto che la via era spianata abbiamo anche studiato un'altra civiltà: abbiamo poi riassunto
il quadro di civiltà del Neolitico e abbiamo illustrato alcuni aspetti per il poster sul Neolitico.

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I titoli delle sezioni erano: dove vivevano le popolazioni e in che ambiente, come vivevano e come lavoravano, quali oggetti producevano, in che religione credevano, quali passioni avevano, come trasmettevano le conoscenze.

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CONCLUSIONE
PROPOSTA DI IMMAGINI E FILMATI PER RIFLETTERE

La problematizzazione e i confronti tra civiltà non li ho guidati in modo sistematico, sono stati un po’ spontanei e occasionali. Intendo lavorarci ad inizio della quarta classe.

Gli alunni hanno però trovato relazioni interessanti, soprattutto tra il presente il Neolitico.

Anche se l’immagine più ricorrente riferita alla civiltà italiana del presente è quella di uomini “molto tecnologici”, qualcuno ha detto che anche noi siamo un po’ “neolitici”!

E come dargli torto, ancor più dopo aver visto alcuni filmati? In internet è stato molto utile, per una riflessione conclusiva, il materiale video su diverse attività artigianali ancora oggi praticate. I bambini li hanno visti letteralmente a bocca aperta per lo stupore…

Insomma, nonostante il lavoro di quest’ultima parte dell’anno non brilli per creatività, credo siano state costruite buone basi per lo studio della storia anche nei prossimi anni.

 

Ozieri, 30 maggio 2009

Ecco, bambini, al termine di questa classe terza vi propongo immagini e filmati sul lavoro che alcuni artigiani svolgono oggi. Cosa vi verrà da pensare, sugli uomini del Neolitico? Buona visione.

 

Preparazione della lana - Tessitura

Intervista a Chessa Maria Pina, Desulo

Intervista a Manca Maria Assunta, Nule

Immagini sulla tosatura

Tutti i video sulla tessitura su Sardegna Digital Library

 

Arte della ceramica

Lavorazione al tornio “Ceramica Artistica dei Fratelli Deiana – Siniscola”

Immagini sul tornio

 

Cestineria

Cestini di asfodelo: “Cestini di Flussio, famiglia Bennici”

Immagini sull'asfodelo

 

Artigianato in Sardegnasul sito www.sardegnadigitallibrary.it

Abiti tradizionali, Cesti, Gioielli, Intreccio, Tessitura, Tessuti