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LE
RAGIONI DEL PROGETTO
"La mia vita
d'albero nasce da un seme che cresce finché diventa maestoso come
me, ma prima di diventare così c'è molto tempo di crescita, un tempo
che ho atteso con ansia, anche soffrendo e anche sperando, finché
non è arrivato il momento".
L'esperienza documentata,
riguarda una delle attività proposte nell'ambito del Progetto Scrittura
Creativa realizzato
nell'anno scolastico 2005-2006 nelle due classi quinte
della Scuola primaria di Ozieri - San Gavino.
La proposta scaturisce
dall'esigenza di creare una motivazione positiva verso la scrittura,
partendo dalla convinzione che la parola,
come elemento di autentica espressione di sé, debba partire
da un bisogno interiore che implichi, attraverso la percezione,
la consapevolezza del proprio corpo come contenitore di una tensione
emotiva che preme per liberarsi-librare- risuonare , assumendo
la concretezza delle parola .
"La conformazione
del corpo di ogni essere umano costituisce il fondamento di un suo senso
di identità, organizza il substrato di base della percezione e del conoscere,
è quello che ci permette di accedere alla concezione di vuoto e di pieno,
di lento e di veloce, dell'espansione, della caduta, di stagnamento,
di sgorgamento, di nebuloso, ecc. Il flusso di questi movimenti interni
è alla base dei nostri sentimenti e dei nostri pensieri" (Coscienza
e risonanza corporee- di M.E. Garcia e A.Monteleone)
Il corpo, dunque,
come "risuonatore", non dimenticando che le emozioni sono costituite
da una componente psichica ed una componente fisiologica. Ma per poter
ascoltare le vibrazioni interiori è necessario predisporsi al loro ascolto,
recuperare il silenzio come dimensione produttiva dal e del
profondo. Per questo sono partita dal corpo,
dal suo rilassamento e dal silenzio, da una "vigile quiete",
per permettere che le immagini della mente, associate a sensazioni
ed emozioni, potessero prendere forma ed acquistare consistenza, spessore
e visibilità nella parola espressa.
Dopo la creazione
di una dimensione, anche corporea, favorevole all'ascolto interiore
e al libero fluire delle immagini della mente,
è stata la parola, letta ed ascoltata, ad assumere la funzione di input
associativo, stimolando la visualizzazione di immagini attraverso degli
script (brevi testi finalizzati), assolutamente neutri dal punto di
vista emotivo, ma riferiti a precise e simboliche immagini guida.
Immagini come archetipi che giungono dal profondo, ma anche immagini
scaturite dagli incontri con il mondo esterno, che i bambini hanno connotato
e strutturato, attraverso la scrittura, secondo la propria dimensione
interiore e la qualità delle esperienze vissute.
Dalla profonda sonorità
del silenzio e dall'ascolto del proprio corpo, la parola, ha dunque
sollecitato l'immaginario infantile che i bambini, inizialmente con
timore e diffidenza, hanno vissuto intensamente e traformato in altre
parole, talvolta lievi, altre volte forti ed incisive. I testi elaborati
sono di grande impatto emotivo, talvolta intrisi di intensa poeticità
.
Numerose ed interessanti
le osservazioni possibili.
Anzitutto, sono state quasi travolgenti la potente intensità e la varietà
del mondo interiore dei bambini.
Ancora una volta, con rinnovato stupore e gioia, ho potuto riflettere
sulle peculiarietà proprie della dimensione infantile, una dimensione
dove scoprire il bambino nella sua integrità di Persona, con caratteristiche
di specificità, originalità e peculiarità individuali. Un bambino capace
di "forte sentire", con una ricchezza ed una varietà di emozioni e sentimenti
che, decisamente, sfatano il falso mito del bambino
come adulto in costruzione, ancora incapace di porsi domande sui misteri
dell' esistenza e della vita.
L'insegnante
Franca Cherveddu
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IL
PERCORSO
Le strategie utilizzate
sono tratte dal testo Apprendere la fantasia,
di E.Hall e A.Leech, Erickson edizioni.
Con i bambini di
quinta, uno degli script proposti, riguardava il tema dell'albero. "Albero
che con il suo mondo incantato, fatto di profumi,
di colori, di suoni che modificano le percezioni rispetto allo scorrere
del tempo e alla luce che lo circonda, fatto di magia e di paura
nella notte come di allegria nella serenità del giorno, potesse risvegliare
nei bambini, e non solo in loro, memorie, emozioni, sentimenti legati
ad un mondo più interiore, più segreto, ormai nascosto purtroppo
dai ritmi della vita quotidiana del nostro tempo"
Albero come elemento
della natura, ma anche nella sua accezione simbolica di vita, legame
tra le dimensioni terra-aria, materia e pensiero.
Anche la lettura
dei testi prodotti può viaggiare su questi due piani di interpretazione,
non separati, ma complementari nella loro complessità. E, forse, sotto
il manto protettivo del simbolo e dell'immaginario,
si possono scoprire le segrete architetture del profondo su cui si costruisce
la struttura di ogni individuo. Certo, la lettura degli scritti dei
bambini è sempre un luogo d'incontro e di accoglienza, un luogo a cui
accedere con la consapevolezza di sfiorare la fragilità di ogni essere
umano che compie, talvolta faticosamente, il proprio cammino di crescita.
Inizialmente, come
introduzione al tema dell'albero, sono state proposte ed analizzate
alcune poesie, nella lezione successiva ho proposto la visualizzazione
del seguente script:
"Fate
tre respiri profondi e permettete al vostro corpo di rilassarsi….
Lasciate uscire la tensione…richiamate alla mente l'immagine di un
albero…. Non deve necessariamente essere un albero a voi familiare…
cercate di creare voi stessi il vostro albero…come vi pare? Com'è
il suo fusto? Come sono i rami e le foglie?Cosa provate nei suoi confronti?..
.Ora, nell'immaginazione, provate a trasformarvi nell'albero…Non vedete
voi stessi nell'albero…siete l'albero… Cosa riuscite a vedere attorno
a voi? C'è gente? Com'è il tempo? Provate a sentire la temperatura
e verificate se ci sia vento o brezza… Cosa provate ad essere l'albero?
Siete consapevoli del vostro tronco… Com'è la parte esterna del vostro
tronco? Cosa avverte la vostra corteccia? Cosa è successo alla vostra
corteccia col passare degli anni? Prendete coscienza di quello che
sta accadendo all'interno del vostro tronco…Come vi sentite dentro?
Come sono i vostri rami e le foglie, se ne avete?…cosa provate nei
confronti dei vostri rami e delle vostre foglie? Ora scendete fino
alle radici… Cosa sta succedendo alle vostre radici? Ora uscite dall'albero
e tornate voi stessi … Date un'occhiata all'albero e prendete coscienza
dei vostri pensieri e dei vostri sentimenti…Ora trovate un modo per
salutare il vostro albero…. Respirate più profondamente e, quando
vi sentirete pronti,fate ritorno in aula dolcemente…"
Dopo l'ascolto,
i bambini sono stati invitati a verbalizzare per iscritto la loro fantasia.
Senza commentarli, trascrivo alcuni degli elaborati, scelti casualmente,
in quanto tutti, anche quelli dei bambini che per varie ragioni non
posseggono famigliarità con la scrittura, sono ricchi di spunti personali
ed emotivamente significativi.
Interessante
anche notare i vari percorsi scelti: alcuni bambini hanno seguito passo
per passo il testo guida, altri hanno scelto di sviluppare solo alcuni
passi. Credo che le motivazioni siano varie, da ricercare, forse, nella
capacità di ascolto e nella memoria visiva, ma anche nelle priorità
spico-affettive individuali.
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I
TESTI INDIVIDUALI
Mi trovo davanti
all'albero del giardino di casa mia. Il mio preferito.
Vedo che i miei rami sono fermi, immobili, ma le mie foglioline verde
acceso si muovono, grazie al vento che mi sfiora la pelle.
C'è una pioggerellina leggera che bagna ma… non si sente nemmeno.
Adesso provo ad entrare nell'albero. Io albero.
Sento che i miei rami iniziano un po' a muoversi e le foglie, a poco
a poco, si lasciano trasportare dal vento.
Sento che il mio meraviglioso tronco è molto grosso.
Sono solo, intorno a me ci sono solo altre piante bagnate.
Sono un albero centenario, ma sento che la mia chioma è come fosse appena
nata, è felice come quando finisce una guerra.
Le mie radici sono lunghe come una strada che deve percorrere un lungo
viaggio. A volte sono abbastanza tristi, come un bambino povero che
perde la sua famiglia. Però, in effetti, sono amiche di tutti e, in
genere, non provano nessun sentimento. Solo talvolta, come quando le
persone pensano a come sarà la vita dopo la morte.
E' bello essere un albero! Come è bello rilassarsi e non pensare!
Ma adesso è il momento di tornare. Ho vissuto un'esperienza che mi ha
educato molto e mi ha insegnato a rispettare la natura.
E' arrivato il momento di salutare l'albero, gli dico:
- Ciao albero, mi è piaciuto molte essere te, ci rivedremo, spero.
- Sono in una foresta,
ci sono tanti alberi, ma uno in particolare attira la mia attenzione.
Le sue radici sono morbide come un materasso a strisce.
Il suo tronco è ruvido come la pelle di una signora ormai vecchia.
Mi distendo a fianco a lui, Non ha molti rami. Ora penso di essere
al suo posto. Scopro che un albero può avere tantissime emozioni,
anche se da fuori può sembrare solo un pezzo di legno, un albero ci
può insegnare tantissime cose.
Intorno a me non c 'è nessuno, sono solo e, grazie a tutti i cespugli
e gli alberi, non c'è molto vento, solo una brezza che punzecchia
le foglie come gli aghi di una maglietta di lana.
Un incantevole cinguettio mi colpisce: un pettirosso canta per me,
ormai vecchio!
Ritorno nel mio corpo e me ne vado , sapendo che andrò di nuovo
a vedere quel vecchio albero.
Mentre guardavo un albero sentivo una grande cosa dentro di me, sembrava
che io fossi un pioppo che aveva una corteccia ruvida e, col passare
dei mesi, a causa della pioggia e del forte vento gelido dell'inverno
che portava via le mie bellissime foglie, rimanevo spoglio.
Senza le mie foglie mi sentivo infreddolito perché ero ricoperto di
neve.
La primavera era la mia stagione preferita perché non sentivo più
il freddo ed ero di nuovo ricoperto di foglie e di fiori.
Le mie radici erano lunghe, e così grosse che a volte la gente ci inciampava
sopra, erano anche ruvide, però belle.
Il mio tronco era grosso e liscio, pieno di rami e ramoscelli.
Vicino al mio tronco c'era un bellissimo fiume.
Un giorno, un uomo è venuto, mi ha tagliato e mi ha portato a bruciare
, così ho capito che era soltanto un sogno fantastico.
- Immagino un albero
mai visto, lo costruisco con la mia mente.
Il suo fusto è molto scuro, i rami sono attorcigliati come un gelato,
non ha foglie perché siamo in autunno.
Immagino di essere l'albero. Tutto intorno a me è verde con tanti
fiori colorati, nel giardino c'è qualche persona che passa e si sofferma
per respirare l'aria e sentire il bellissimo profumo dei fiori, anche
se è autunno, ma questo non conta perché l'albero è speciale.
Il tronco, all'interno, è chiaro con pezzi di fusto scuro, ho la sensazione
di essere in una grotta scura; i miei rami sono un po' grossi e scuri,
con tante seghettature.
Sento il cinguettio degli uccelli che cantano felici, ma io mi sento
isolata dagli altri. Il cielo è tra l'azzurro e il grigio, le nuvole
sono completamente grigie, sembra che stia per piovere.
Per assicurarmi allargo la chioma e sento sempre più gocciole.
Poco dopo sento gli uccelli che cantano mentre il sole è nascosto
tra le nuvole, come se fosse timido.
Ad un tratto vedo l'arcobaleno di tanti colori.
Poi esco dall'albero e sento il vento che mi fa volare e mi spazzola
i lunghi capelli neri.
Lo guardo e mi piace molto, per questo penso che sarà il mio albero
preferito, speciale.
Un giorno d'estate
decisi di andare a trovare il mio albero preferito.
Arrivato, chiusi gli occhi e immaginai di essere quella quercia millenaria:
avevo le radici piantate solidamente nel terreno. Vidi la mia corteccia
pronta ad essere segata dal taglialegna, è triste vedere un albero tagliato,
con la corteccia squarciata, povera quercia!
I miei rami erano pronti ad accogliere nidi per uccelli viaggiatori,
rami rivolti al cielo,come se chiedessero speranza.
La chioma era rivestita di foglie, mangime per bruchi,
per animali che si costruiscono la casa in quella folta chioma.
Essere un albero mi dà tristezza e malinconia.
Ora apro gli occhi e mi sento sollevato.
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LA
RICERCA PER TEMI
A conclusione di
questa fase, leggendo i testi con l'insegnante di musica, abbiamo pensato
di "musicare" il loro contenuto, passando dalla connotazione linguistica
a quella musicale.
Dalla lettura, alcune
tematiche sono emerse con una certa ricorsività, le abbiamo individuate
e classificate in :
In una seconda
fase, riunite entrambe le classi, abbiamo scritto alla lavagna i dieci
temi individuati, scelto un colore per ciascuno di essi, invitato i
bambini a rileggere i loro testi , individuando le sottoidee inerenti
a ciascun tema e sottolineandole con il colore appropriato.
Un po' di naturale
caos, ma anche discussioni interessanti che sono servite ai bambini
per riflettere su quanto scritto e maturare autoconsapevolezza linguistica
ed emotiva.
E' stato un passaggio utile per individuare la connotazione e comprendere
che alcune idee erano classificabili come intersezione poiché appartenenti
a più di una tematica.
I bambini hanno
notato anche che erano più numerose le parti relative ad emozioni di
tipo afflittivo e si sono chiesti le ragioni. Alcuni hanno ipotizzato
che la stagione invernale, in cui si trovavano al momento dell'esperienza,
fosse condizionante, altri hanno notato che anche alcune delle poesie
lette nella fase propedeutica, che fornivano numerose suggestioni di
tristezza, potessero aver influito.
Infine, tutti insieme,
abbiamo assemblato le parti e costruito un unico testo veramente collettivo,
dove ogni parola, ogni pensiero individuale ha trovato il proprio spazio.
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IL
TESTO COLLETTIVO
Albero,
albero… Cosa racconti?
INCIPIT
Io,
bambino, penso che un albero può provare tante emozioni.
Non è solo un pezzo di legno.
ALBERO
AMICO, SENSO DI AMICIZIA
Ho deciso di fare
una passeggiata fino al mio albero preferito:
lì faccio di tutto: scrivo, leggo, mi rilasso, ascolto musica.
Siamo soli, io e
lui.
Mi piace perché è particolare, non è come tutti gli altri.
È speciale, mi dà una sensazione… che non so spiegare.
E' come una persona.
Penso di aiutarlo
portandogli un po' d'acqua ogni giorno.
Le sue radici ne hanno bisogno.
Sarò l'unico che andrà sempre a visitarlo.
Penso a quanto sia
bello avere un amico con cui stare.
Indice
dei temi
Ad
un tratto mi sento dentro l'albero.
Sono circondato
da persone che mi amano.
Sono amato perché sono piccolo, dolce e buono.
IDEA
DI NASCITA, CRESCITA, VITALITA'
La mia vita di albero
nasce da un seme che cresce finché diventa maestoso.
Prima di diventare così c'è molto tempo di crescita, un tempo che ho
atteso con ansia
anche soffrendo e anche sperando, finché non è arrivato il momento.
Negli anni sono diventato un albero dal fusto enorme, robusto, voluminoso.
La linfa scorre in me veloce.
Le radici stanno compiendo il loro lavoro.
La mia chioma è
verde con rami che sembra arrivino al cielo.
E' piena di frutti, folta di foglie tutte sane: non una malata.
I miei rami più lunghi e sottili sono come capelli e il vento li scuote
come un pettine.
Sono un albero che
ha voglia di vivere a lungo, come un bambino.
Indice
dei temi
PRIMAVERA
È primavera.
La luce è chiara,
come di luna piena.
C'è una pioggerellina leggera che bagna, ma non si sente nemmeno.
Una leggera arietta mi attraversa la schiena.
Le mie foglie ricrescono,
di un colore tenero, piene di clorofilla.
Foglie appena nate sui rami, piccoli bambini in braccio alla loro mamma.
Spuntano gemme bellissime: hanno mille colori.
Sento che qualcuno
mi sta accarezzando,
in verità e solo una leggera brezza che mi avvolge tutto.
Vedo che i miei rami sono fermi, immobili,
ma le foglie a poco a poco, si lasciano cullare dal vento.
Il fruscio della mia folta chioma mi rilassa e mi godo il panorama.
Tutto intorno a
me è verde con tanti fiori colorati.
Qualche persona si sofferma per respirare l'aria e sentire il profumo
dei fiori.
Vedo gli animali giocare, litigare, occuparsi dei piccoli.
La primavera è la
mia stagione preferita: non sento più freddo.
Indice
dei temi
SCAMBIO,
PROTEZIONE
A fianco a me ci
sono tanti alberi con cui parlo,
intorno tante persone:
bambini che corrono intorno al mio enorme fusto
madri e padri seduti a leggere o a guardare i figli divertirsi
anziani passeggiare mentre chiacchierano felici.
Io, con la mia chioma,
riparo tutti dai raggi del sole.
Odo il fruscio degli
altri alberi, il bisbiglio di altri animali.
Graditi ospiti del mio albergo.
Al mio interno tante formiche costruiscono un formicaio per ripararsi,
altri insetti mi consumano piano piano.
Ho un buco cavo nel mio tronco dove vive una famigliola di scoiattoli:
dentro di me sento tenerezza per gli scoiattoli che costruiscono la
tana per ripararsi.
Guardo la mia chioma e vedo tanti uccelli che giocano.
Sopra i miei rametti ci sono molti nidi piccini in cui sono deposte
delle uova che stanno per schiudersi.
Un incantevole cinguettio
mi colpisce:
un pettirosso canta per me, ormai vecchio.
Indice
dei temi
ESTATE
Dopo tanti giorni
arriva l'estate.
La mia chioma maestosa brilla ed è molto delicata quella sensazione
di dolcezza
che si prova in questa stagione.
Ma poi sento l'intensità
del sole
Le mie radici impiantate nel terreno cercano di respirare uscendo fuori.
Povere la mie radici! Sono stanche di questo caldo.
Non mi posso muovere altrimenti mi pianterei vicino allo splendido mare.
Indice
dei temi
AUTUNNO
Stamattina il tempo
era bello, il cielo schiarito,
però adesso è coperto di nuvole.
Il sole è nascosto fra le nuvole, come se fosse timido.
La temperatura è
stabile, ma il vento varia.
Prima era forte, adesso sempre più leggero.
Guardo il cielo,
mi arrivano piccole gocce simili a coriandoli.
Nelle radici ho spaccature tutte piene di terra umidiccia.
Viene l'autunno
con il suo vento,
la chioma verde diventa gialla come per magia.
Qualche foglia svolazza qua e là, altre foglie sono ancora sull'albero,
tremolanti e infreddolite.
I piccoli uccellini
che vengono a farmi visita ogni estate vanno via.
Indice
dei temi
INVERNO
E' freddo, il tempo
non è dei migliori,
si stanno avvicinando dei nuvoloni neri e cupi.
Dalle nuvole penetrano gli ultimi raggi di sole
che trafiggono come aghi la mia chioma.
Dopo un po' inizia
a piovere, c'è un vento fortissimo.
Volano foglie di tanti colori.
Viene l'inverno
con una nevicata indimenticabile.
Senza le mie foglie mi sento infreddolito
e i miei rami scheletriti sono ricoperti di neve.
Temo che non arriverà
di nuovo la primavera nella mia chioma.
Intorno a me la
neve. I fiocchi girano come trottole.
E' un inverno freddo,
mi riscalda il cuore soltanto vedere i piccoli alberi crescere.
Indice
dei temi
ABBANDONO,
SOLITUDINE
Sono rimasto solo.
Non ho compagnia.
La gente non ha più tempo per me, non mi pensa.
Non passa più da queste parti per vedermi, sono come un fantasma,
neanche gli animali osano più avvicinarsi.
I bambini giocano a nascondino dietro i tronchi degli altri alberi,
tranne nel mio.
Mi sento abbandonato,
isolato dagli altri.
Nessuno mi guarda più, nessuno si interessa a me, nessuno si accorge
che esisto.
Mi guardo e sono spoglio, vecchio, brutto.
Solo e malinconico,
a volte mi vengono pensieri di tristezza,
come quando un bambino perde la sua famiglia.
Indice
dei temi
INVECCHIARE,
PERDERE LE FORZE, MORIRE
Sono stanco.
Mi sento debole anche se sembro forte.
Non sento più la
linfa che mi attraversa il fusto.
Le mie foglie sono molto fragili: se si toccano cadono come niente.
Ora, secche, cadute ad una ad una, sono ai miei piedi.
Vecchie compagne, riposano in pace.
Prima i loro sussurri mi facevano sentire allegro.
Ora è cambiato tutto.
Prima la mia chioma era albergo a numerosi graditi ospiti, ora è una
città devastata. I
l mio tronco perde la corteccia via via che il tempo passa.
In apparenza il mio fusto è un castello stupendo, in realtà è un cimitero
triste e cupo.
Le radici sono pari al tronco: cercano acqua, cibo.
Mi avvio verso una strada buia, non riesco più a nutrirmi.
Penso che questo anno non riuscirò a sopravvivere a tutti gli eventi
del tempo
La morte è sicura.
I miei rami sono
rivolti al cielo, per chiedere speranza.
Indice
dei temi
CAMBIAMENTO
DI ESISTENZA, SPERANZA
PER CIO' CHE SARA' DOPO
Sono vecchio come
i nonni, aspetto solo quel giorno.
Mi vogliono tagliare:
sono triste. Anche se sono vecchio respiro.
Io sento che il
falegname mi taglia il tronco con la scure, ma non è il caso di disperarmi.
Mentre mi taglia io mi abbandono alle sue braccia.
Se in futuro sarò una sedia, un tetto, un tavolo….
Continuerò a vivere.
Vivrò sempre. Vivrò lo stesso.
E tutti potranno capire chi ero.
FINALE
Albero,
io,
bambino,
ti lascio a pensare e a sperare che un giorno ti porteranno via,
dove ti porta la tua immaginazione.
Dove non esisterà più la sofferenza,
ma ci sarà allegria, ci sarà felicità.
Mi sdraio in un
prato.
Sento il mio cuore battere, ma è la pioggia che mi bagna tutto.
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