VI RACCONTO UNA BELLA TRADIZIONE DEL MIO PAESE
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Le
tradizioni del proprio paese C'è inoltre qualche preghiera e qualche ninna nanna.
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TRADIZIONI
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Diverse sono le feste di Ozieri, quella certamente più sentita non soltanto in città, è la festa della Madonna del Rimedio. Si festeggia la terza domenica di Settembre. La sagra è preceduta dalla novena, assai seguita da numerosi fedeli, anche del circondario. Risale al 1600 la chiesa in cui si venera il simulacro della Madonna , è situata nel colle così detto dei Cappuccini, attigua all'ospedale civile. C'è la congregazione religiosa, con numerosi soci, che organizzano le varie manifestazioni religiose e civili.
Un'altra festa assai sentita è quella di S'Antioco di Bisarcio. La chiesa, assai antica è situata nella piana. Viene festeggiato a novembre, con celebrazioni religiose e intrattenimenti vari. Ci sono leggende, in modo particolare nel mondo agricolo, che si riferiscono al Santo. Ozieri, 09-05-03 Giorgio S. |
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San Mauro: la festa più importante del mio paese San Mauro è la festa più importante del mio paese, si svolge in campagna, l'ultima domenica di maggio: La chiesetta campestre è molto antica e circondata da piccole casette (mulisteri), che servono per ospitare i fedeli durante i festeggiamenti e la novena preparatoria. Il pomeriggio della domenica c'è la processione che si snoda intorno alla chiesa con la partecipazione: dei cavalieri in costume, dei gruppi di ballo, del carro trainato dai buoi che trasporta la statua del Santo, dei fedeli a piedi. Noi bambini osserviamo il tutto poi ci stacchiamo dal gruppo degli adulti per iniziare a progettare giochi in libertà.
Un antico gioco: " Sa d.uvera de Sant'Antoni I bambini dai 7 ai 12 anni andavano a cercare della legna da ardere particolare dopo le feste natalizie. Veniva accatastata in un ampio spiazzo che poteva contenere tante persone. Occorrevano funi,carriole, scuri. Il gioco consisteva nel raccogliere la legna, possibilmente in gruppo e sistemarla in preparazione della festività di Sant'Antoni de su fogu. Il 16 gennaio, di sera, le cataste di legna, che venivano benedette dal parroco durante la processione erano date alle fiamme. In seguito all'accensione cominciavano i giochi e i divertimenti che seguivano: iskoppiare brajas, foggias de lavru e de olia (fare scoppiettare le braci, le foglie di alloro e di olivo). Il divertimento era assicurato! |
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"Li molti e molti" Nella tradizione di Tempio si tramanda per i bambini un'antica usanza. Il giorno del 2 novembre, Commemorazione dei defunti, i bambini riuniti in gruppetti, bussano di porta in porta per chiedere "Li molti e molti", ossia un'offerta in ricordo dei propri defunti. La padrona di casa apre il portone e da "li ccaldhuggnini" (dolcetti vari), frutta secca, dolci tipici(papassini, pane saba, cuccioli de meli). I bambini ringraziano "Ciao! E a un'altannu". Ci sono persone che pur aprendo la porta, non sono disponibili e si scusano "No aemu nuddha!" I bambini rispondono "Alla prossima". In questa visite-ricerche di porta in porta si nota un'allegria propria dell'età che viene accettata volentieri. La ricerca dura un paio d'ore della mattinata, terminato il giro del rione, il gruppetto si ritrova in casa di uno dei componenti e si divide il" frutto" della ricerca. |
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Tradizioni del paese che vedono i bambini protagonisti A Tula, il giorno della Commemorazione dei Defunti, i bambini e i ragazzi si riuniscono in gruppetti per andare di casa in casa, a chiedere: "Pro s'anima de sos mortos bostros dades calchi cosa?" (Per l'anima dei vostri morti ci date qualcosa?) Ogni padrona di casa prepara: dolci, castagne, noccioline, caramelle, spiccioli da distribuire ad ogni gruppetto richiedente. Si usa ancora preparare dei dolci in casa : papassini, ciambelle. La signora in genere dimostra generosità nell'offrire quanto ha a disposizione che divide tra i vari componenti dei diversi gruppi. I ragazzini ringraziano ed augurano alla donatrice:" Ande dare a sos chent'annos". Intanto i vari gruppetti percorrono le vie del paese e, quando si incrociano, esibiscono lo zaino con il suo contenuto. Capita, a volte, che qualche ragazzo sia molto veloce ed affondi la mano nello zaino avversario afferrando qualche può. Pietro C.
La favata del giovedi' grasso Il giorno di Giovedì Grasso noi andiamo a "Mesuidda", cioè nella piazzetta al centro del paese per la favata . Pranziamo tutti lì. La favata è preparata dai giovani che chiedono quando serve, andando in giro per il paese, alcuni giorni prima della data stabilita. La sera prima preparano le fave, puliscono la verdura, mettono i recipienti sui fornelloni, ecc. La mattina presto tagliano il lardo e lo mettono a cuocere con altri condimenti, poi mettono le fave, le verdure, ecc. Quando il pranzo à quasi cotto, iniziano a sistemare i tavoli ed apparecchiare. Intanto la musica fatta suonare dai ragazzi informa tutto il paese che in piazza si sta preparando. Appena pronto, invitano i paesani a pranzo, si va in fila e si prende ciò che piace dai grandi vassoi sistemati nei tavoli. C'è da bere vino, birra, ecc. Poi preparano "sas cattas longas". Quando io vado alla favata e vedo tanta gente sorridere e parlare, allora mi mette tanta allegria, cioè mi metto a ridere anch'io con i miei amici, che fanno le battute. Dopo le 5 del pomeriggio organizziamo i balli in piazza, ma prima aiutiamo a sistemare e pulire la piazza. Maria V. C. |
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Mores Sos Anghelos Su lettu meu est de battoro ispuntones, battoro Anghelos si bi ponent duos in pes, duos in cabitta Nostra Signora a costazu mi istat E mi narat "Drommi e reposa No appas paura de mala cosa Chi già b'est Deus Narcisu e Matteu, Luca e Giuanne Su falsu nemigu mai ti ingannet Cristu vivat, Cristu regnat, Cristu da ogni male nos defendat". Gavino C. e la zia - Mores
Ninna nanna di Ittireddu
A duru duru, at nadu su babbu, chi l'ada a giughere a sa festa a caddu, e l'ada a ponnere una rosa in testa, e a caddu l'ada a giughere a sa festa.
Gavino C. e la zia - Mores
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Anno Scolastico 2002-2003
Il progetto della Scuola
in Ospedale
"VI RACCONTO UNA BELLA TRADIZIONE DEL
MIO PAESE"
ha diversi obiettivi generali :
- agevolare il dialogo tra degenti ed attenuarne l'ansia
- comunicare con persone appena conosciute su argomenti che evochino ricordi gioiosi
- individuare diversità e similitudini nelle usanze di altri paesi
- rispetto al proprio
- comprendere l'importanza delle varie tradizioni nell'ambito di ciascuna comunità
- riscoprire, attraverso il dialogo con persone anziane, ricoverate e non, le varie usanze del territorio.
Le tradizioni sono state riferite da bambini, talvolta con precisazioni fatte da adulti loro parenti o altri ricoverati. Vengono qui presentate e classificate a seconda dei paesi di provenienza dei narranti.
C'è inoltre qualche e qualche ninna nanna.
Si ringraziano tutte le persone che hanno collaborato alla realizzazione del progetto.
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