"RADICI
E GERMOGLI"

DAL PROGETTO DI LINGUA SARDA "RADICI E GERMOGLI"

I RICORDI

Scuola dell'infanzia di Tula - Anno scolastico 2010/2011

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“Franzisca”

Raccontiamo e inventiamo storie

 

 

Narratore - Franzisca est una pisedda

ch’istat in s’oru de su lagu de Tula,

in una pinneta atesu dai totu sas àteras,

chena sorres pro podere giogare.

 

 

Narratore - Pro cussu andat sempre

sola sola a s’oru de su lagu

a iscultare sos rumores

de sa campagna e de s’abba.

 

 

Una die, Franzisca si sezit e pensat:

"Eo inoghe so sola, chena frades ne cumpagnos,

si aia àpidu nessi una sorre e unu frade pro giogare

fio istada pius cuntenta,

goi non mi piaghet e no isco ite fàghere".

 

 

Su lagu, chi at intesu sos pessamentos,

cantat cun cussas undas una cantone:

“Cumpagnos meda podes aciapare

Si tue andas a chircare

Inue b’at zente chi ti cheret amare”.

 

 

Tando Franzisca lassat sa carrela sua

e pigat in un’àteru caminu.

Andende andende, intendet una boghe:

"No ti frimmes, sighi a chircare!

Piga a su monte pro podere faeddare

cun cussos piseddos chi cherent giogare".

 

 

Franzisca andat a su monte ‘e Sa sia

e bidet pinnetas meda.

 

 

Fora b’at piseddos e piseddas

chi sunt totu currende, cantende e riende.

 

 

Franzisca abbaidat e pensat:

“A mie non mi connoschent, non mi cherent”.

Ma isetat.

 

 

Poi de una iscuta benint sos piseddos e li narant:

“Cheres istare cun nois a giogare?”

Franzisca: “Ma a beru sezis nende? Giá lu creo”.

 

 

Franzisca: “Si prima fio sola senza nisciunu

como sorres e frades nd’apo pius de unu.”

 

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CONTESTO DELL'ATTIVITA':
PROGETTO
DI LINGUA SARDA
"RADICI E GERMOGLI"

I RICORDI

Scuola dell'infanzia di Tula - Anno scolastico 2010/2011

La scuola, quale sede primaria di cultura e aggregazione sociale, è chiamata ad assolvere non solo il difficile e delicato compito educativo, ma anche a prevenire e evidenziare problematiche comportamentali e di apprendimento. Per poter rimuovere nel bambino ogni ostacolo che possa compromettere il corretto sviluppo psico-socio-affettivo, l’interazione educativa, deverisponderealle sue esigenze di curiosità, e al desiderio di fare, scoprire e conoscere.

E’ nella scuola dell’infanzia che avvengono le prime esperienze formative e pertanto essa deve avere come finalità prioritaria lo sviluppo integrale della personalità. Qui infatti i bambini apprendono modelli comportamentali e stili di vita capaci di sostenerli e di difenderli dai comportamenti inadeguati.

Per assolvere a tale compito la scuola dell’infanzia di Tula da oltre dieci anni organizza “laboratori didattici” all’interno dei quali si asseconda il modo di apprendere del bambino e si risponde al suo desiderio di fare, scoprire e sapere. La metodologia di lavoro utilizzata è diretta conseguenza della convinzione che solamente coinvolgendo il bambino in maniera diretta nella costruzione delle conoscenze, si possono ottenere risultati soddisfacenti capaci di garantire il pieno sviluppo della personalità infantile.

Anche quest’anno quindi i bambini di quattro e cinque anni hanno sperimentato, a livello di piccolo gruppo, attività di laboratorio in lingua sarda. Ciò ha permesso di individuare percorsi differenziati da seguire a seconda dei loro vissuti, dei disagi e dei desideri, garantendo così la promozione delle competenze di ciascuno. Grazie all’atmosfera collaborativa e non competitiva che si crea all’interno del piccolo gruppo, i bambini imparano a condividere e comprendere problemi e sentimenti diversi dai propri, ad abbandonare il loro esclusivo punto di vista in favore dell’instaurazione di un meccanismo di aiuto vicendevole.

Da un punto di vista pratico si è partiti dall’analisi accurata di una storia, stimolando i bambini ad inventarne una nuova in lingua sarda, che avesse al proprio interno personaggi noti e che fosse ambientata nel territorio di Tula.
Il racconto ha stimolato la creatività e la fantasia dei bambini e ha permesso loro di produrre qualcosa di nuovo; infatti, sono state modificate alcune parti della storia originale ed è stata trasformata totalmente la sua conclusione.

I componenti del gruppo sono stati invitati a turno a mimare e a narrare il nuovo racconto in lingua sarda "Franzisca", ad analizzare i segni visibili e non visibili dei personaggi principali, a descriverne verbalmente le azioni, nonché a ripetere le filastrocche. Infine gran parte del tempo è stato dedicato al disegno e alla pittura, per mezzo del quale si è realizzata la rappresentazione grafica individuale di ogni momento del racconto in successione cronologica e collettiva con cartelloni murali.

 

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